Rapper col velo, Myam Mahmoud parla dei diritti delle donne in Egitto

Il Cairo (Egitto), 28 dic. (LaPresse/AP) - Ha 18 anni Myam Mahmou, la rapper egiziana che nelle sue rime dal palco del tv show 'Arabs Got Talent' parla di molestie sessuali, trattamenti di seconda classe per le donne e aspettative sociali su come una giovane donna religiosa osservante dovrebbe comportarsi. Non ha vinto il programma, venendo eliminata nelle semifinali, ma è riuscita ad accendere i riflettori su qualcosa di più grande di lei. "Volevo dire alle ragazze in Egitto e ovunque che non sono sole, abbiamo tutte gli stessi problemi, ma non possiamo restare in silenzio, dobbiamo farci sentire" ha raccontato Myam ad Associated Press.

In un paese dove la politica da tre anni capeggia sulle prime pagine dei giornali ma dedica poco spazio ai problemi sociali, Mahmoud, studentessa al primo anno di studi politici ed economici alla October 6 University, ha deciso di attirare l'attenzione sui diritti delle donne attraverso il rap. "Tutti parlano di politica, ma nessuno affronta i temi che mi riguardano più da vicino - ha spiegato - molte ragazze vorrebbero dire quello di cui io rappo, ma non possono per molte ragioni. Io parlo per loro".

Uno dei maggiori problemi in Egitto sono le molestie sessuali. Un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato in aprile accerta che il problema ha raggiunto "livelli senza precedenti", con il 99,3% delle donne del paese vittima di molestie. "Non c'è una sola femmina in Egitto che nn sia stata molestata, indipendentemente dal suo aspetto - ha detto Mahmoud - appena una ragazza nasce in Egitto, viene repressa da molte pressioni". Secondo Myam, parte del problema è che le donne non fanno sentire la loro voce. "Vorrei che non rimassimo in silenzio sui nostri problemi - ha spiegato - dobbiamo strappare le nostre libertà, nessuno ce le offrirà".

Myam, che si esibisce con il velo, è stata subissata di messaggi dopo la sua esibizione in tv, con accuse di travisare l'Islam con il suo aspetto e la sua attitudine. Ma lei respinge le critica, affermando che "la religione non è mai stata un vincolo, siamo noi che mettiamo i cordoli". "Il velo non è mai stato un problema per me, perché p una mia scelta personale - ha quindi spiegato - se aggiungerò mai qualcosa di nuovo nella mia vita, andrà di pari passo con le mie scelte iniziali".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata