Rai, Prix Italia: come scegliere una serie tv di successo

Torino, 20 set (LaPresse) - "Coraggio, trasparenza, affidabilità". Sono queste le parole chiave del successo di una serie televisiva secondo Tone Ronning, editor e produttrice norvegese di Nhr, intervenuta alla conferenza 'Come scegliere una serie tv di successo?', organizzata nell'ambito del 66esimo Prix Italia, evento organizzato dal Museo della Radio e della Televisione della Rai a Torino. "Vogliamo creare dei programmi di qualità che facciano emozionare il nostro pubblico - continua la produttrice - capaci di toccare i cuori e le menti". Un obiettivo che la televisione norvegese ha raggiunto con la serie 'The heavy water war', che il Guardian ha recensito positivamente scrivendo che "la serie racconta l'avventura di guerra nel modo in cui dovrebbe essere raccontata".

"In Italia, per quanto riguarda Rai Uno, le serie tv appartengono al genere 'family' - dice Ivan Carlei, direttore Fiction Rai Uno - che in passato ha portato a molti successi, tra cui per esempio 'un medico in famiglia'. Ora stiamo cercando di rinnovarci e alzare la qualità - continua - e a breve saranno trasmesse due nuove serie: la prima, 'E' arrivata la felicità', è una commedia brillante sceneggiata, fra gli altri, da Ivan Cotroneo, e con Claudio Santamaria e Claudia Pandolfi come protagonisti. La seconda è un adattamento di 'Parenthood', una serie americana, il regista è Lucio Pellegrini e tra gli interpreti principali ci sono Maya Sansa e Pietro Sermonti".

"La Svizzera è un piccolo paese - esordisce Benjamin Magnin, produttore Rts - noi siamo una emittente pubblica, il nostro pubblico francese é molto piccolo. Abbiamo cominciato nel 2008 con serie più brevi di mezz'ora e composte da circa dieci episodi,. Anche noi ci stiamo rinnovando - prosegue Magnin - e nel febbraio 2016 sarà trasmessa 'Anomalia', la prima serie del genere mistery, che racconta di una chirurga che scopre di avere poteri di guaritrice".

"La Cina è il secondo paese al mondo per diffusione di contenuti - interviene Siu Yin Lai, direttrice del palinsesto LETv di Hong Kong - oggi contiamo più di mille contenuti, tra cui sceneggiati e serie tv, alcuni distribuiti anche all'estero, come per esempio 'L'imperatrice nel palazzo', uno sceneggiato in costume molto apprezzato anche in Giappone".

La serie, inizialmente costituita da 80 puntate di circa quaranta minuti, in formato ridotto è stato acquistata anche da Netflix, che offre un servizio di streaming on demand. "Per valutare il successo di una serie - conclude Siu Yin Lai - noi ci avvaliamo del contributo fondamentale di social e backdata".

"Emergin Series è una piattaforma per studiare le web series - spiega Mirko Lino, caporedattore della rivista Screencity, dove sono stati pubblicati i risultati della ricerca - nella prima fase del nostro studio abbiamo mappato le tendenze più diffuse nella produzione di contenuti. Poi - continua Lino - abbiamo analizzato i generi di maggior successo delle web series. Nella parte finale abbiamo intervistato direttamente gli autori, chiedendo loro quale fossero secondo loro le ragioni alla base della riuscita di una web series".

"Ho studiato in profondità le web series - racconta Antonio Santangelo, docente di Semiotica della televisione e Linguaggi della comunicazione aziendale presso l'Università di Torino e di Pubblicità, economia e linguaggi presso il Politecnico di Torino - innanzitutto bisogna rendersi conto che le migliori sono costruite sul modello delle serie televisive, sono altrettanto curate perché devono convincere le persone a scegliere un contenuto web anziché un contenuto televisivo. Esiste un patto di comunicazione riconoscibile - conclude Santangelo - inoltre, molti autori di web series desiderano mettersi alla prova proprio per dimostrare di poter competere con la televisioni, e infatti è proprio sul web che le emittenti cercano e assumono nuovi autori".

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