Primo maggio, sul palco del concertone i Pertubazione, Pelù e tanti ospiti

Roma, 1 mag. (LaPresse) - Carlo Petrini di Slow Food, l'ex magistrato Gherando Colombo, lo scrittore Maurizio Maggiani sono alcuni degli ospiti saliti sul palco in piazza San Giovanni a Roma per il Concertone del primo maggio. Ad aprire la maratona musicale dedicata al tema 'Le nostre storie. Accordi e disaccordi delle nostre radici, della nostra memoria e del nostro domani' è stata la band salentina dei Crifiu. Proseguono i Bastian Contrario di Aversa. Il primo presentatore sul palco è Dario Vergassola.

Il fondatore di Slow Food, Carlin Petrini ha parlato del progetto di 10mila orti in Africa contro il fenomeno dell'hand grabbing: "Gli africani devono riconquiestare la propria terra" ha detto. Poi con la conduttrice Francesca Barra, ha ricordato il caso del calciatore del Barcellona Dani Alves a cui un tifoso la scorsa domenica ha tirato una banana, affermando che "Un razzista innanzitutto è un cretino".

Prima di lui sono saliti sul palco lo scrittore Maurizio Maggiani, che ha rievocato il ricordo di un primo maggio di 50 anni fa in corteo insieme al padre, e Colombo, che si è esibito parlando di libertà e legalità ed introducendo il set del Piotta.

Gli Statuto, festeggiando 30 anni di carriera, hanno dedicato il set a Torino, oggi teatro di scontri in piazza, ed hanno ricordato le famiglie della Thyssen-Krupp con una cover di 'In Fabbrica' dei Gang. È stata invitata sul palco Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, accolta dagli applausi. E' quindi intervenuta Federica Sciarelli che ha ricordato Elisa Claps parlandone con Gildo, fratello della ragazza scomparsa nel 1993 e ritrovata 17 anni dopo.

Intanto, secondo gli organizzatori, si sono radunate in piazza circa 300mila persone. Alle 8, puntuali, sul palco sono saliti i Modena City Ramblers che hanno cantato l'inno di Mameli e l'immancabile 'Bella ciao'. Poi Tiromancino e Pertubazione.

Dopo è toccato, tra gli applausi a Pierò Pelù, che ha aperto il suo spettacolo dedicando un minuto di silenzio a "chi è morto sul lavoro ma anche a chi è morto perché un lavoro non ce l'ha più". Il rocker ha ricordato le varie crisi l'Ilva di Taranto, ma anche il Sulcis e gli altri stabilimenti chiusi in tutta Italia per la crisi. "Non vogliamo elemosine da 80 euro - ha detto Pelù - vogliamo lavoro".

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