Polanski ritira premio carriera di 2 anni fa allo Zurich film festival

"Cosa posso dire, meglio tardi che mai". Con queste parole il regista franco-polacco Roman Polanski ha ritirato allo Zurich il premio alla carriera che era stato destinato a lui due anni fa, ma che non aveva potuto ritirare perché si trovava agli arresti domiciliari in relazione agli abusi da lui commessi su una ragazzina di 13 anni nel 1977. Nel 2009, al suo arrivo all'aeroporto di Zurigo dove si era recato per ritirare il premio, Polanski era stato arrestato in esecuzione di una richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti. Dopo alcuni mesi trascorsi in prigione, il regista fu trasferito agli arresti domiciliari e alla fine rilasciato nel 2010 dato che la Svizzera negò l'estradizione negli Stati Uniti. Polanski è stato accolto da applausi scroscianti. "E' un momento molto commovente per me", ha detto. "Due anni, giorno dopo giorno...Alcune parti di questo periodo avrei preferito dimenticarle. Ma sono felice di essere qui, perché so che non è stato un duro colpo soltanto per me e per la mia famiglia, ma anche per il festival".

Il sindaco di Zurigo Corine Mauch ha sottolineato che nella calorosa accoglienza che ha ricevuto non c'è nessun sentimento anti-americano, soprattutto dopo che lo status giuridico del regista è stato "chiarito" nei tribunali svizzeri. "In Svizzera è un uomo libero - ha precisato - e sono felice che dopo due anni possa ricevere qui il suo premio", conferito per tutto il lavoro svolto nel mondo del cinema. A Zurigo il regista, 78 anni, ha presentato il documentario 'Roman Polanski: A Film Memoir', in cui fornisce la sua versione della storia. L'ultimo suo lavoro, 'Carnage', era stato presentato quest'anno al festival di Venezia, ma il progetto del documentario era rimasto nascosto. È una lunga intervista girata due anni fa durante gli arresti domiciliari, intervallata da immagini della prigione svizzera dove è stato detenuto. "Voglio cogliere l'occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto in questi mesi difficili. In particolare - ha detto Polanski - il mio ringraziamento va al personale del carcere che ha tentato di rendere la mia permanenza più sopportabile possibile".

Su di lui pende ancora un mandato dell'Interpol per l'estradizione negli Stati Uniti in vigore in 188 Paesi, tra cui l'Italia. Negli ultimi mesi ha vissuto in Francia, che in generale adotta la politica di non estradare i suoi cittadini.

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