Pino Daniele, la biografia: dagli esordi a Napoli fino agli ultimi concerti

Roma, 5 gen. (LaPresse) - "Giuseppe Daniele, napoletano del centro storico, classe 1955". Così viene descritto Pino Daniele nella pagina ufficiale del cantautore, morto questa notte nella sua casa in Toscana. Una carriera segnata da "un'indipendenza discografica-artistica" "che l'ha portato dai vicoli dove non entra mai il sole - recita la biografia ufficiale - alle hit parade, l'Olympia di Parigi, Umbria Jazz, l'Apollo di New York, il Festival di Varadero a Cuba, gli stadi di tutt'Italia, l'Earth Day al Circo Massimo, il Crossroad Guitar Festival di Chicago". "A cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta Pino inventa una nuova lingua, anzi un lingo, gioca con le melodie assimilate in piazza Santa Maria La Nova, i racconti di munacielli e belle 'mbriane delle zie, il rock e il jazz come sogno americano, il vento di rivoluzione che scuote Napoli negli anni dell'impegno che naufragherà nel disimpegno poi detto riflusso".

Pino Daniele "come Carosone riflette sull'America che è in lui e nella sua musica, utilizzando la rabbia al posto dell'ironia, un piglio da capopolo al posto dello sfottò, che pure permea il suo canzoniere da Masaniello". Il suo storico gruppo "segna l'apice del 'neapolitan power', ma anche la fine": Pino infatti si affermerà poi come solista, "fondendo la melodia partenopea con il rock-blues, la canzone di protesta con la saudade del Vesuvio". Il brano che dà il titolo al suo disco d'esordio, 'Terra mia', del 1977, segna tutta la sua poetica, ma il brano che apre il disco, 'Napule è' è "qualcosa di più, il canto di una generazione, l'ultima speranza prima della disillusione, poesia e rabbia, il dolore e il sogno impossibile di una città-nazione salvata dai ragazzini, anzi dai 'criature', dal loro canto ingenuo, pulito".

Nel 1979 Pino Daniele colleziona capolavori come 'Je sto vicino a te', 'Chi tene 'o mare', 'Je so' pazzo'. 'Nero a metà', omaggio a Mario Musella, è il disco del grande successo e quel blues latino apre il mitico concerto di Bob Marley a San Siro. L'apoteosi si ha il 19 settembre 1981 in piazza del Plebiscito a Napoli dove 200mila persone riempiono quello che allora era un parcheggio: "Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e uno straordinario James Senese accendono una notte tenerissima, indimenticabile". E' di quella stagione un altro Lp 'Vai mò' (1981) dove è catturato lo spirito di un'epoca. "Esplorate le strade del blues, del jazz-rock, di quella che in quegli anni si chiama fusion, Daniele guarda sempre di più ai suoni del mondo, i concerti in Francia gli mostrano che esiste una musica "altra", lontana dal dominio angloamericano, vicina tra l'altro a quella delle sue radici. "Bonne soirèe" ('87) è un canto latino, mediterraneo, africano, arabo".

'Mascalzone latino' ('89) è un ritorno all'acustico, tra omaggi all'attrice Anna Magnani ('Anna verrà') e a San Gennaro ('Faccia gialla'). Gli anni Novanta incombono con un altro cambio di pelle, con un'altra svolta creativa: 'Un uomo in blues' ('91) sa cantare l'Italia che cambia: 'O scarrafone' denuncia la xenofobia nell'aria con ironia e ritmo. 'Sotto 'o sole' ('92) schiera la voce recitante di Troisi in 'Saglie, saglie', due anni dopo arriva il boom di 'Che Dio ti benedica' con Ornella Muti protagonista del videoclip del brano che dà il tito lo all'album. In 'Non calpestare i fiori del deserto' ('95) si afferma la vena pop-rock con i contributi di Jovanotti e di Irene Grandi - non a caso ritorna sulle strade della world music tra una vittoria al Festivalbar e due concerti con Pat Metheny, che arrivano dopo lo storico tour con Jovanotti ed Eros Ramazzotti.

"Come un gelato all'equatore" ('99) e "Medina" (2001) alternano l'italiano al napoletano, le canzoni d'amore a quelle più sociali, il pop al ritorno all'Africa. "Passi d'autore" (2004) è forse il più ambizioso dei progetti danieliani, tra omaggi a Che Guevara, Django Reinhardt e Maradona, tra world music e il richiamo ai madrigali di Gesualdo da Venosa. Prima c'era stato un altro supertour, quello con Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e Ron, questa volta fortunatamente testimoniato da un cd e un dvd, in cui i quattro si dividono e si scambiano i repertori come mai visto prima, né dopo, nella storia della canzone italiana. "Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui" (2007) ritrova Tony Esposito e prepara la strada a un evento storico. L'8 luglio il ritrovato dream team vesuviano espugna di nuovo piazza del Plebiscito, ma questa volta ci sono pure Giorgia, Irene Grandi, Avion Travel, Nino D'Angelo, Gigi D'Alessio. Poi è storia recente tra "Electric jam" del 2009 con il rap di J-Ax e "Boogie boogie man" dell'anno successivo, in cui, oltre all'ex Articolo 31 spuntano Mina, Franco Battiato e Mario Biondi per continuare il gioco delle rivisitazioni eccellenti di un passato che non passa perché è ancora presente, così presente da brillare persino con la griffe di Eric Clapton che cesella alla sua maniera una "Napule è" nell'estate 2011 in quello stadio di Cava de' Tirreni che ha già visto protagonista tante volte il Lazzaro felice. Poi è il momento del melòrock de "La Grande Madre" (2012), il primo disco prodotto dalla sua etichetta Blue Drag, grazie alla quale il cantautore entra nel novero degli artisti indipendenti. Segue il grande ritorno di Pino Daniele in concerto, con un tour (in teatri e palasport) nelle principali città italiane, in Svizzera e negli Stati Uniti, dove fa registrare il tutto esaurito.

Il 22 gennaio 2013 esce "Tutta N'Ata Storia - Vai Mo' - Live in Napoli", il Cd+Dvd dello storico concerto del con cui Pino Daniele festeggiò i 30 anni di carriera in Piazza del Plebiscito a Napoli (2008): il cofanetto, oltre a 2 brani inediti con Phil Palmer (coproduttore insieme a Pino Daniele), Lucy Jules, Steve Ferrone e Michael Feat, contiene 3 importanti duetti con Giorgia, Irene Grandi e Avion Travel. Il 10 luglio 2013, presso Il Centrale Live - Foro Italico di Roma, Pino Daniele è protagonista di "Sinfonico", un evento unico dove ripercorre i momenti più significativi della sua straordinaria carriera. Nel dicembre 2013-gennaio 2014 Pino Daniele, accompagnato dalla sua band storica, torna al Teatro Palapartenope con "Napule È - Tutta N'ata Storia", 5 serate-evento dedicate al progressive napoletano, dove registra ancora una volta il sold out. "Una storia musicale - conclude la pagina ufficiale del cantautore - raccontata insieme agli artisti che hanno reso grande il progressive napoletano e ai giovani artisti che oggi ne proseguono il cammino".

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