Piero Angela: Umberto Eco un grande mai monumentale
Il semiologo faceva parte del Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze (Cicap) fondato da Angela

"Era colto e curioso e aveva la qualità di andare alla ricerca delle cose insolite: una di quelle rare persone di grande cultura, con una visione laica della vita, nel vero senso del termine, e allo stesso tempo con un grande senso dell'umorismo e una grande capacità di fare ragionamenti liberi. Per questo Umberto Eco, uomo di grande razionalità, aveva aderito e faceva parte del Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze (Cicap), un'organizzazione scientifica ed educativa, che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze e del paranormale, dei misteri, che nel 1989 ho fondato con un gruppo di scienziati, intellettuali e appassionati". Con queste parole Piero Angela, giornalista, conduttore di trasmissioni tv di grande successo ricorda Umberto Eco, scomparso ieri a 84 anni.


Umberto Eco in tv ha iniziato un percorso che poi però lo ha portato alla carriera accademica come semiologo e a quella dello scrittore di fama mondiale sia di importanti opere scientifiche sia di best seller. Avete iniziato insieme nella Rai di oltre 60 anni fa, lei da uomo di tv, che ha creato e condotto programmi di grande successo, come lo ricorda in quella esperienza? E come intellettuale invece?

In Rai non lavorammo proprio insieme perché io ero nel settore giornalistico ed Eco in quello dei programmi culturali. Ma sia allora, sia nella sua vita di intellettuale, Umberto Eco era una di quelle persone molto intelligenti che però non si prendono troppo sul serio: non era monumentale insomma.


Come era umanamente Eco?

Era un uomo con il senso della dimensione delle cose, con cui si poteva parlare di argomenti molto seri, come quelli di cui si occupava, senza che ti mettesse in soggezione.


Lo aveva sentito di recente?

Ci incontravamo saltuariamente, l'ultima volta avevamo avuto contatti l'anno scorso, per il Festival della comunicazione di Camogli.

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