Piazza Fontana, Pisapia: E' stato il nostro 11 settembre

Milano, 12 dic. (LaPresse) - Il giorno della streage di Piazza Fontana "è stato il nostro 11 settembre". Lo ha detto Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, ricordando le vittime di Piazza Fontana nel giorno del 42esimo anniversario della strage. Durante il Consiglio comunale straordinario, indetto "proprio per rafforzare la nostra memoria", Pisapia ha tenuto a ricordare che il 12 dicembre 1969 alle 16.37 una bomba esplode nella filiale della Banca Nazionale dell'Agricoltura provocando 17 morti e 84 feriti.

"Avevo 20 anni - ha proseguito - ero alla Biblioteca Sormani e studiavo per diventare medico. Ricordo quel boato che arrivava da lontano, mai lo dimenticherò". "Urla di dolore e disperazione" e un funerale "solenne e silenzioso - ha aggiunto Pisapia - eravamo confusi, angosciati, disperati". Ma Piazza Fontana è anche "una strage impunita" con "accuse a un uomo innocente, falsità, depistaggi, una delle pagine più nere della nostra storia". "C'è un peso insopportabile - ha continuato il sindaco - in questa storia, il peso della verità negata. Non c'è stata giustizia per Piazza Fontana". Se "Milano oggi è una città libera, rimane indelebile il segno di una sconfitta".

Nell'aula gremita del Consiglio comunale Pisapia tiene a sottolineare che "la domanda di verità non ammette divisioni. Il Comune e il Consiglio non gettano la spugna", perchè la memoria "è parte integrante della coscienza civile di un Paese". Pisapia ricorda poi che il comune ha contribuito a digitalizzare gli atti giudiziari relativi alla strage di Piazza Fontana per mettere a disposizione "della città e del mondo tutta la documentazione di quegli anni" e consentire di conservarne la memoria "a tutti quelli che non vogliono dimenticare". A chiedere "verità e giustizia per tutti i morti di quel maledetto giorno" è anche Carlo Arnoldi, presidente dell'Associazione vittime di Piazza Fontana.

Basilio Rizzo, presidente del Consiglio comunale, parla del "tempo delle bombe" e ricorda Giuseppe Pinelli "un'altra delle vittime innocenti di Piazza Fontana". L'ex vicesindaco Riccardo De Corato contesta questa scelta e sottolinea che non è stata spesa "una sola parola in memoria del commissario Luigi Calabresi".

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