Pausini-Antonacci negli stadi: un tour fra amici da una vita

Non c'è, per il momento, una scaletta precisa, che fra duetti, interpretazioni l'uno dell'altra e medley verrà stilata a gennaio.

Lei è una star mondiale, ormai quasi unica esportatrice di musica italiana all'estero. Lui ha fatto innamorare migliaia di coppie con le sue canzoni e alcune di queste le ha anche regalate alla popstar di cui sopra. Ecco perché la prima volta su un palco di Laura Pausi e Biagio Antonaccio crea un mix esplosivo.

I due cantanti, infatti, hanno deciso di 'scendere in campo' insieme negli stadi d'Italia - a partire dal San Nicola di Bari il 26 giugno - per un tour eccezionale, che si preannuncia già un fenomeno da sold out. Dietro il progetto, ci tengono a precisare, non si celano strategie di marketing ma solo il desiderio di passare del tempo insieme e di "ringraziare" le persone che hanno permesso loro di trovarsi su palchi così importanti.

"Non ne abbiamo certo bisogno per confermare qualcosa, però dobbiamo restituire alla gente quello che ci ha dato in questi anni". Laura e Biagio, infatti, sono prima di tutto amici e proprio dalla voglia di vedersi più spesso è nata l'idea della tournèe. "Siamo amici da 25 anni - racconta la 'Pau' - ma non riusciamo mai a vederci". Ma Antonacci non ha desistito e nel tempo più volte le ha proposto la 'pazza idea'. Fino a che l'ha fatto nel giorno giusto: "Era un momento in cui mi sentivo fragile, debole. Credevo poco in me stessa - racconta la romagnola -. Mi è arrivato un suo messaggio e mi sono convinta perché semplicemente diceva: 'così stiamo un po' insieme'. Non ci ho pensato un attimo e l'ho fatto venire di corsa a casa mia per preparare le foto per la locandina".

La loro amicizia è di lunga data, nata dietro le quinte del Festival di Sanremo del 1993, dove Antonacci partecipava per la prima volta come Big e Pausini trionfava fra le Nuove proposte. "Mi ha mandato un telegramma - racconta Laura - in cui mi ha scritto: 'Sei la migliore, vincerai'". Da lì è nato un rapporto solido, duraturo, quasi fraterno. "Non c'è necessità di spiegarci niente. Lui c'è quando vinco e quando perdo e questa cosa mi fa sentire protetta". La stessa protezione la Pausini la troverà al fianco del suo collega in dieci stadi d'Italia dopo Bari, infatti, verranno Roma, Milano, Firenze, Bologna, Torino, Padova, Pescara, Messina e Cagliari. C'è la Sardegna, quindi, dove i due desideravano tornare dopo tanto tempo. Manca, invece, la Campania: "Abbiamo fatto di tutto e di più per andarci, vorremmo il San Paolo che per ora non è disponibile. Ma ci crediamo ancora".

Non c'è, per il momento, una scaletta precisa, che fra duetti, interpretazioni l'uno dell'altra e medley verrà stilata a gennaio. Sembra, quindi, non rimanere tempo per un ritorno a Sanremo. Ma mai dire mai. Intanto, i due non escludono di estendere il tour all'America Latina, dove la Pau ha appena conquistato il suo quarto Latin Grammy: "Quando hanno detto il mio nome mi sono sentita la bandiera tricolore addosso. Non pensavo di avere possibilità di vincere e non sentivo vicini i miei collaboratori. Poi ho festeggiato nella camera d'albergo con la mia famiglia e un doppio hamburger".

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