Patti Smith: Tutti in debito con Lou Reed. La mia canzone preferita? 'Pale Blue Eyes'

New York (New York, Usa), 28 ott. (LaPresse/AP) - "Ero così coinvolta dalla sua musica. L'ho studiata a lungo. Era un processo che mi parlava, un processo di fusione della poesia con il ritmo, un loop pulsante. Potevi andare in trance ascoltando 12 minuti di 'Sister Ray'". Sono le parole di Patti Smith a un giorno dalla morte dell'amico Lou Reed, scomparso ieri all'età di 71 anni. La cantautrice statunitense ricorda la prima volta che vide il poeta del rock in persona. Era il 1970. Reed e i suoi Velvet Underground si esibivano al Max's Kansas City di Manhattan. Intervistata al telefono da Associated Press, Patti Smith ricorda come Reed portò "la sensibilità dell'arte e della letteratura" nella musica rock, un sensibilità che lei ha a lungo condiviso.

Quando i due si incontravano, racconta, parlavano spesso di poesia, di Hart Crane, Walt Whitman o Federico Garcia Lorca. "Poteva parlare in modo articolato di ogni poeta", afferma ancora Patti Smith che poi si dice felice per l'impatto globale che ha avuto la morte di Reed e di come le sue canzioni abbiano influito sulla vita delle persone. La sua canzone favorita, rivela poi, è 'Pale Blue Eyes'. Una ballata fragile che le ricordava il marito Fred 'Sonic' Smith. Un ricordo speciale inoltre per 'Perfect Day'. "Così tanti di noi - conclude - hanno tratto beneficio dal lavoro da lui compiuto... Siamo tutti in debito con lui. Un debito che molti di noi non sono molto felici di avere. A volte vorresti immaginare di aver fatto tutto da solo. Ma penso che tutti debbano stare in fila per dire grazie a Lou, a modo proprio".

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