Paolo Belli: "A 'Ballando' voglio il reggaeton, al robot ci penserò io..."
Il conduttore e musicista non vede l'ora di ricominciare

Ormai è una delle bandiere del dance show di Rai1, ma dopo tredici anni (e oltre 3600 brani) sembra tutt'altro che annoiato e anzi prontissimo per nuove sfide. "Fare tre mesi a Ballando è come fare tre anni di conservatorio, ma non vedo l'ora che sia sabato", spiega Paolo Belli, 55enne conduttore e musicista, che torna in tv insieme a Milly Carlucci per la nuova edizione di 'Ballando con le stelle'. Raccontandosi a LaPresse, non disdegna il paragone con la Juve ("Io sono il vicemister di successo di Milly") e avvisa: "Spero che il nuovo conduttore righi dritto o se la vedrà con me!"

Quali sono le sensazioni in vista della nuova edizione?

Mi sembra che siano tutti molto preoccupati perchè sanno che Milly vuole sempre alzare l'asticella e vi posso garantire che lo farà. Io so già qualcosa di quello che accadrà durante queste settimane, ma posso solo dirvi che cercherò di fare in modo che questi ragazzi siano più sereni possibile. Musicalmente e non solo succederanno cose che non vedo l'ora che succedano. Sarà spettacolo e ci divertiremo.

Può anticiparci qualcosa?

A me piacerebbe fare il reggaeton (genere che mescola reggae e dancehall), ma bisogna rispettare le persone: se vedo che qualcuno lo accetterà, visto che è uno stile molto fisico, bene altrimenti sarò più tranquillo. I ragazzi si stanno misurando in qualcosa che non gli appartiene, serve massima educazione

Con lei e Milly ci sarà anche il robot Robozao...

Guardi, io oltre ad aver studiato musica, ho studiato anche elettronica. Quindi se non riga dritto lo smonto e non lo rimonto (ride, ndr)...

Lei è un grande tifoso della Juventus e ha anche scritto un inno per i bianconeri. Visti i successi continui si può paragonare Carlucci all'allenatore della Vecchia Signora Massimiliano Allegri?

Sì, mi piace molto questo paragone. Lui è un grande allenatore e Milly guida benissimo la nostra squadra. Posso fare lo sbruffone? Lui è un grande, ma ha anche un grande allenatore in seconda. E mi piace pensare che qui lo sono anch'io...".
 

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