Paola Turci è 'Viva da morire': "Dall'io sono passata al noi"

La cantante presenterà il nuovo lavoro in due date live di anteprima il 13 maggio al Teatro Arcimboldi di Milano e il 20 all'Auditorium Parco della Musica di Roma, poi al via da novembre il tour nei teatri

Dal nuovo disco di Paola Turci, Viva da morire, bisogna "aspettarsi di tutto". È la stessa cantante romana, piglio grintoso e affascinante, a raccontarlo spiegando che è un album in cui, "al contrario del precedente, non c'è l'io predominante ma il noi, il bisogno e la bellezza di avere qualcuno accanto". Insomma, dopo essersi fatta bella per sè, a dirla alla sua maniera, ora Paola si apre al resto del mondo.

Ad ascoltare la Turci, il disco "completa il percorso fatto in questi anni, un tragitto cominciato con la ricerca di sè e del volersi bene, passando per i racconti personali di vari momenti che ho vissuto, per arrivare a vedere chiaramente la presenza di una figura di riferimento. È un po' un modo per dire che nasciamo e moriamo da soli, ma durante il corso della nostra vita cerchiamo sempre qualcuno accanto su cui contare, che sappia condividere le nostre paure e incertezze. Ecco, un po' di carezze", rivela. Paola, nel suo percorso, quelle carezze sembra averle trovate, insieme ad una grinta e ad una consapevolezza di se stessa che porta nelle tracce del disco: "L'ascolto parte con L'ultimo ostacolo ma poi diventa imprevedibile perché tra Le Olimpiadi tutti i giorni con un featuring inaspettato di un rapper come Shade arriva a Viva da morire e a una canzone visionaria come Prima di saltare. Poi, una serie di immagini di me adolescente, di me bambina, di me capricciosa, di me che guardo ciò che avviene nel mondo con malinconia però sempre senza perdere la speranza. È un disco eclettico e eterogeneo", sottolinea.

Fra le persone che le sono state vicine nella lavorazione di Viva da morire, c'è il produttore Luca Chiaravalli. Suo il pezzo che dà il titolo all'album, in realtà in origine destinato a J-Ax. "È vero - ride Paola - ma J-Ax non sa che sto raccontando questa storia. Eravamo nello studio per ascoltare dei pezzi e con me c'era Luca che aveva scritto una canzone destinata a lui. L'ho sentita e mi ha colpita subito. Inizialmente era più rap, io poi ci ho aggiunto delle note. Ho detto a Luca che quella canzone doveva essere mia. La volevo. Sono viva da morire è proprio una mia esclamazione". Ovviamente in Viva da morire c'è anche L'ultimo ostacolo, la canzone portata da Paola al Festival di Sanremo, che 'incolpa' Claudio Baglioni della sua partecipazione: "Non ci sarei andata, dopo sedici anni di assenza essere lì due volte in tre anni mi sembrava troppo ravvicinato. Ma Claudio mi ha invitata, in verità mi voleva già lo scorso anno. Non ce l'ho fatta a dirgli di no due volte, subisco il fascino degli uomini così in gamba e intelligenti".

Paola Turci presenterà il nuovo lavoro in due date live di anteprima il 13 maggio al Teatro Arcimboldi di Milano e il 20 all'Auditorium Parco della Musica di Roma, poi al via da novembre il tour nei teatri. "Sarà uno spettacolo centrato su questo disco e sulla mia storia, una festa piena di momenti emotivamente da trattenere il fiato. Voglio fare un concerto che possa essere ricordato".

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