Via ai talk show politici: Palombelli-Gruber comandano le donne

L'access prime time vedrà sfidarsi Rete4 e La7: nel primo testa a testa è stata la moglie di Rutelli con ospite Bersani a mettere ko l'avversaria che aveva in collegamento dal Guatemala Di Battista

Settembre porta con sè la fine dell'estate, l'inizio della scuola e, puntualmente, il ritorno dei talk show politici televisivi. E forse mai come quest'anno, in un clima da campagna elettorale perenne e con una costante presenza dei personaggi politici di spicco su ogni tipo di social, saranno le presenze televisive a fare la differenza nelle preferenze ai partiti. A dare avvio alle danze sono state due donne. L'access prime time, infatti, vedrà sfidarsi Rete4 e La7 con due volti noti dell'informazione al femminile: in Mediaset la 'novizia' dei talk Barbara Palombelli, sulla rete di Urbano Cairo la 'veterana' Lilli Gruber.

Nel primo testa a testa del lunedì sera è stata la moglie di Francesco Rutelli a mettere ko l'avversaria con il 5,26% di share per 'Stasera Italia', mentre 'Otto e mezzo' si è fermato al 4,91%. Non è stato sufficiente alla giornalista di La7 avere in collegamento dal Guatemala l'uomo più discusso del momento, Alessandro Di Battista, mentre alla Palombelli, a sorpresa, è bastato avere in studio Pier Luigi Bersani per conquistare quei 70mila spettatori in più. Solo 70mila, però, appunto. Una distanza decisamente colmabile, considerando che la sfida fra le due donne dell'informazione dell'access proseguirà per tutta la stagione televisiva.

Attenzione, però, a non dimenticarsi degli uomini del giornalismo che, con leggero ritardo, inizieranno a ritagliarsi la loro fetta di ascolti, senza però entrare direttamente nel duello Gruber-Palombelli, posizionandosi su fasce orarie diverse. È Bruno Vespa a partire con il suo 'Porta a Porta', con ospite Matteo Salvini, per confermarsi il re incontrastato della seconda serata. Bisognerà attendere invece fino al 18 settembre per l'avvio di 'diMartedì', su La7, con Giovanni Floris in prime time. Non è da escludere che durante l'anno, con un clima politico sempre più rovente, spuntino come funghi nuovi salotti tv dove prenderanno comodamente posto i politici del Belpaese. Perchè è vero che ormai la comunicazione sui social network, senza intermediari e artefice di una sensazione di contatto diretto con i cittadini, è la più amata da tutti, dai Cinquestelle alla Lega, passando per Pd, Fi e Fdi. È vero anche che sempre più i politici si sono accorti di dovere ritrovare il rapporto personale con i loro elettori. Ma non c'è niente da fare: la televisione è ben lontana dall'essere morta, e questo Salvini, Renzi, Di Maio & co. lo sanno molto bene

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