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Pacifico ora canta per sé e conquista con 'Bastasse il cielo'

A sette anni dall'ultimo album, il prolifico autore torna a firmare un suo disco in prima persona. Il risultato? Un lavoro raffinato, con tante influenze e un'unica protagonista: la musica

E' uno dei più ricercati e prolifici autori della musica italiana, con un curriculum impressionante, da Gianna Nannini ad Adriano Celentano passando per Eros Ramazzotti e Andrea Bocelli, solo per citarne alcuni. Ora, a 7 anni dal suo ultimo album, Pacifico torna a firmare un suo disco in prima persona, 'Bastasse il cielo', in uscita venerdì 8 marzo per Ponderosa Music Records. E il risultato è un lavoro raffinato, di artigianato e pop d'autore, tra echi di Burt Bacharach e reminiscenze di Beach Boys, ma allo stesso tempo profondamente italiano. "Ho voluto ridurre la temperatura dei testi e aumentare quella della musica", spiega lui nella conferenza stampa di presentazione di un disco nato e concepito a Parigi, dove Gino De Crescenzo - questo il suo vero nome - vive da alcuni anni e che in qualche modo lo ha influenzato. "E' una città che ti toglie il respiro, piena anche di contraddizioni che però non vengono nascoste, ma 'Bastasse il cielo' soprattutto è un atto di amicizia verso il mio produttore Alberto Fabris. Grazie a lui poi sono riuscito ad avere dei grandi musicisti". E in effetti il disco vede nomi prestigiosi, ma al servizio del progetto, come Michael Leonart alla tromba e al filicorno (Steely Dan, Caetano Veloso), Alan Clark, ex tastierista dei Dire Straits, al piano e il jazzista Mike Maineri (Dizziy Gillespie e Billie Holiday) al vibrafono. Se Pacifico ha voluto far risaltare la musica, infatti i testi sono volutamente sussurrati nel linguaggio e senza slogan ma si accompagnano perfettamente al sound malinconico ma non triste del disco.

"Io mi scindo quando scrivo come autore per gli altri: lì sono una specie di riparatore di canzoni che cerca di far venire fuori il meglio dagli artisti mentre quando compongo per i miei dischi ho molta più libertà", spiega il cantautore milanese, che poi non si sottrae a un giudizio sulla nuova scena italiana indie pop: "Li ascolto, mi incuriosiscono, sono molto interessanti. Mi piace Calcutta, soprattutto la voce, che ha una disperazione lieta in certi passaggi che ricorda Rino Gaetano e Lucio Battisti". Pacifico ora porterà in tour il disco. "Posso solo dire che ci sarà un palco pieno di strumenti", anticipa lui. La prima data è in programma l'8 marzo al Teatro Filarmonico a Piove di Sacco (Padova), gli altri appuntamenti sono previsti a Bologna, Torino, Firenze, Milano e Bari per poi chiudere il 18 maggio a Roma all'Auditorium Parco Della Musica.
 

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