Oscar, trionfano Gravity e 12 anni schiavo. Premiato anche Dallas Buyers Club

Hollywood (California, Usa), 3 mar. (LaPresse) - Al di là della vittoria per l'Italia di Paolo Sorrentino con 'La grande bellezza' come miglior film straniero, l'asso pigliatutto dell'86esima cerimonia degli Oscar è stato 'Gravity'. Nominato in dieci categorie, il thriller fantascientifico di Alfonso Cuaron ha portato a casa sette statuette: molte 'tecniche' (effetti speciali, sonoro e montaggio sonoro, fotografia, montaggio, colonna sonora) e una fondamentale, la miglior regia per il cineasta messicano al suo primo Oscar, che ha definito gli anni di lavoro sulla pellicola della "Un'esperienza di trasformazione".
Cuaron ha quindi ringraziato le persone coinvolte nel progetto, in particolare il figlio Jonas, co-sceneggiatore, la sua protagonista Sandra Bullock - "Sandy, sei tu 'Gravity', sei tu l'anima e il cuore, la persona migliore con cui potevo collaborare e una delle persone più belle con cui ho lavorato" - e ancora George Clooney "per la tua fiducia". Ha infine dedicato il premio alla madre: "Se sono qui è per te e questo è per te".

Un numero minore di premi, ma di primo piano, per il secondo film protagonista degli Academy Awards. '12 anni schiavo', il dramma sulla schiavitù negli Stati Uniti pre-secessione tratto dall'omonima autobiografia di Solomon Northup del 1853, ha ottenuto anzitutto il riconoscimento più ambito, l'Oscar al miglior film. Sul palco insieme a tutto il cast, Brad Pitt in veste di produttore ha ringraziato "per l'incredibile onore" che li ha portati lì ha passato la parola al regista, "l'indomito Steve McQueen". "Tutti non devono solo sopravvivere, ma devono avere la possibilità di vivere. Questa è l'eredità di Solomon Northup. E vorrei dedicare questo premio a tutte le persone che hanno sofferto la schiavità e ne soffrono ancora al giorno d'oggi" ha detto il regista britannico.

'12 anni schiavo' ha inoltre ottenuto il premio per la migliore sceneggiatura non originale e quello per la migliore attrice non protagonista assegnato a Lupita Nyong'o. "Non ho pensato neppure per un momento che tutta questa gioia potesse essere legata al dolore di qualcun altro - ha detto emozionata l'attrice messicana naturalizzata keniota che ha compiuto 31 anni solo sabato 1 marzo - per cui voglio rendere omaggio allo spirito di Patsey (la schiava che interpreta nella pellicola di Steve McQueen, ndr) e voglio ringraziare Solomon per aver raccontato la storia di lei e di lui e Steve McQueen. Tu carichi tutto quello che fai con un soffio del tuo spirito. Grazie di avermi fatto arrivare qui, questa è la gioia della mia vita. Sono certa che tutti quei morti sono lì che ti guardano e ti sono grati, così come lo sono io".

Tre premi anche a 'Dallas Buyers Club', di cui due di primaria importanza: oltre al trucco e parrucco infatti, Matthew McConaughey e Jared Leto hanno vinto rispettivamente le statuette come migliore attore protagonista e non protagonista.
Leto è stato il primo premiato della serata ed ha dedicato la vittoria al fratello Shannon, "il mio migliore amico" e alla madre Constance Leto, che lo guardava orgogliosa dalla platea. "Nel 1971 c'era una ragazza adolescente incinta del suo secodo figlio, aveva lasciato la scuola superiore era una ragazza madre. ma in qualche modo è riuscita a fare avere una vita migliore a se stessa e ai suoi figli, quella ragazza è mia madre ed è qui, e voglio solo dirle grazie per avermi insegnato a sognare". L'attore ha poi dedicato la vittoria "a tutti i sognatori del mondo che ci guardano stanotte. Team Matthew ti voglio bene - ha detto rivolgendosi al collega - questo è per i 36 milioni di persone che hnno perso la vit per colpa dell'Aids". Ha quindi ricordato i cittadini di Venezuela e Ucraina: "Noi siamo qui mentre voi combattete per i vostri sogni, per vivere l'impossibile, vi pensiamo stanotte.

"Ci sono tre cose di cui ho bisogno - ha detto McCounghney quando è stato chiamato sul palco a ritirare la sua statuetta - qualcosa a cui guardare, qualcuno a cui tendere e qualcuno da inseguire". Poi l'attore ha ringraziato il padre scomparso, la madre in sala, la moglie Camila e i loro figli, "Le quattro persone che voglio siano sempre fiere di me".

Cate Blanchett è stata eletta migliore attrice protagonista per la sua interpretazione in 'Blue Jasmine', unico riuconoscimento per il film di Woody Allen. "Questo premio è casuale e soggettivo, ma per me significa tanto in anni di interpretazioni straordinarie da parte di donne" ha detto l'attrice australiana, che si è poi complimentata con le altre attrici candidate nella categoria: Amy Adams, Sandra Bullock, Julia Roberts e Judy Dench. "Sono qui a ritirare il premio grazie alla sceneggiatura straordinaria di Woody Allen" ha detto. "Grazie agli spettatori che sono andati a vederlo - ha aggiunto - e grazie a quelli che in questo settore scioccamente ancora credono che i film con le donne al loro centro siano dei film di nicchia. Non lo sono, gli spettatori vanno a vederli e fanno guadagnare. Il mondo è rotondo, gente".

Il regista e sceneggiatore Spike Jonze ha vinto l'Oscar alla migliore sceneggiatura originale per 'Her'. "Sono qui con tutta la mia famiglia che mi ha sostenuto - ha detto dal palco del Dolby Theatre - tutte le persone che amo e che mi hanno aiutato a scrivere questa sceneggiatura sull'amicizia e su questa esperienza unica".

Il lungometraggio animato Disney 'Frozen' ha vinto nella categoria, ed ha inoltre ottenuto il riconoscimento per la migliore canzone, 'Let it go'.

Infine, anche 'Il grande Gatsby' di Baz Lurhmann ha ottenuto due premi per i migliori costumi e la migliore scenografia.

Il grande sconfitto agli Academy Awards 2014 è 'American Hustle - L'apparenza inganna' di David O. Russell: candidato in dieci categorie, tra cui le nomination per i quattro attori principali, miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura originale, non ha ricevuto nemmeno un premio.

Altri due film snobbati dall'Academy sono stati il drammatico in bianco e nero 'Nebraska' di Alexander Payne, che contava su sei nomination - tra cui attore protagonista e attrice non protagonsita, sceneggiatura, regia e miglior film - e 'The Wolf of Wall Street' di Martin Scorsese: l'adattamento cinematografico della storia dello stockbroker Jordan Belforf aveva cinque candidature ma è rimasto a bocca asciutta. In particolare, Leonardo DiCaprio: per la quinta volta nominato come migliore attore protagonista, nemmeno in questa occasione è riuscito a portare a casa l'agognato uomo d'oro.

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