Oscar, lo spettro del razzismo sul cinema di Hollywood
L'Academy ha detto che lavorerà per valorizzare le minoranze ma la polemica non si ferma

Quando con l'annuncio delle nomination si dà inizio alla corsa degli Oscar, l'attenzione mediatica è tutta rivolta ai candidati in lizza per ricevere l'ambita statuetta. Quest'anno, per il secondo anno consecutivo, dalla lista dei nominati agli Oscar, non ci sono minoranze etniche e lo spettro del razzismo sembra sorvolare Hollywood indignando i più. Così con l'hastag #OscarSoWhite è stata lanciata una campagna on line di boicottaggio della notte degli Oscar da parte di alcune star del cinema ed esponenti della comunità nera. "Come è possibile che per il secondo anno di seguito tutti gli attori candidati sono bianchi?", ha detto il regista Spike Lee. "Per non parlare delle altre categorie - ha aggiunto -. Quaranta attori bianchi in due anni e nessuno di colore?".

Sulla scia delle polemiche, gli attori Will Smith, Jada Pinkett Smith si sono uniti alla voce di Spike Lee, facendosi promotori del boicottaggio dell'88esima notte degli Oscar, che da programma si terrà il 28 febbraio. Anche altri attori, George Clooney, Mark Ruffalo, Lupita Nyong'o, David Oyelowo, Viola Davis e il regista britannico Steve McQueen hanno espresso la loro delusione per l'assenza di diversità etnica tra i candidati.

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