Oscar 2018, nella serata delle donne Del Toro trionfa con "La forma dell'acqua"
Una vittoria a metà per l'Italia: "Chiamami col tuo nome" porta a casa l'Oscar per la Miglior Sceneggiatura Non Originale

È stata una notte di poche sorprese quella che ha celebrato i novant'anni di vita del più importante premio cinematografico. Quasi tutti gli Oscar sono stati assegnati ai vincitori più quotati, come previsto ci sono stati dei momenti dedicati a Time's Up - il movimento nato dopo lo scandalo Weinstein per proteggere le donne dalle molestie sui luoghi di lavoro - e varie battute autoironiche sulla gaffe dello scorso anno.

La conduzione di Jimmy Kimmel è stata fin troppo composta, non ha regalato alcun momento di vero intrattenimento o di originalità. Non l'hanno certo aiutato i vincitori che non si sono sbilanciati in discorsi particolarmente interessanti o commoventi. Ad attirare l'attenzione sono stati ancora una volta loro: gli "emarginati". La prima è sicuramente Frances McDormand. Vincitrice dell'Oscar come Miglior Attrice Protagonista (dopo aver già intascato il Bafta e il Golden Globe) per la sua performance in Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, la moglie di Joel Coen (ben lontana dai canoni della stella di Hollywood) ha traformato il suo discorso di ringraziamento in un vero e proprio grido femminista in cui ha chiesto a tutte le donne candidate in qualsiasi categoria di alzarsi in piedi e a tutti i produttori di ricordarsi di ascoltare le loro storie nei prossimi giorni, perché ne ricaveranno qualcosa di artisticamente importante.

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