Nunziante, regista di Zalone: Nostra è comicità patriottica
Nunziante racconta i segreti del successo travolgente dei film di Luca Medici, in arte Checco Zalone

"La telefonata di Renzi a Zalone dopo il nostro film 'Quo vado'? Con quel gesto il premier ha svolto il suo compito, sentirsi parte di un successo. Tutti dovremmo sentirci più patrioti e volere che le cose in Italia vadano bene". Parola del regista Gennaro Nunziante, barese 52enne, che, dall'esordio con 'Cado dalle nubi' con 14 milioni di incassi, dirige i film che dominano al botteghino: quelli di Checco Zalone. Nunziante quelle storie che fanno divertire gli italiani le scrive con Zalone. Anche l'ultimo film 'Quo vado', 54 milioni di incassi record, totalizzati dal primo gennaio a ieri, lo ha scritto con Luca Medici (in arte Checco Zalone).

DOMANDA. Perchè Renzi, che se la prende spesso coi 'gufi', ha telefonato a Zalone secondo lei?

RISPOSTA. Quando Renzi chiama Luca per complimentarsi svolge il suo compito che è quello di sentirsi parte di un successo italiano. E poi si tratta di due ragazzi sui quarant'anni, il premier e Luca, non ci vedo nessuna dietrologia.

D. La vostra comicità è patriottica?

R. La comicità di Luca unisce le persone e forse proprio per questo un po' lo è. Per me è bello che tanta gente si unisca nella visione di un film, mi dà l'idea di calore umano. I biglietti dei nostri film sono stati venduti come biglietti di gruppo, andavano a vedere il film in gruppo, 15, 20, 40 persone: così vedere Checco diventa una forma di condivisione.

D. A proposito di biglietti e incassi: Verdone ha sostenuto che sul vostro exploit incide il fatto che il film ha una distribuzione maggiore di altri nelle sale.. Cosa ribatte?

R. Si sa benissimo che non è una questione di copie, se facciamo io e lei un film e lo distribuiamo in 3mila copie non lo vedrebbe nessuno, posso garantirglielo. L'incasso non ha a che fare con le copie, ma dipende dal prodotto, posso avere un prodotto in tutti i supermercati del mondo, ma non è detto che poi lo venda. Come vede abbiamo dovuto spiegare un'ovvietà.

D. Come si spiega il successo dei vostri film, il fenomeno Checco?

R. Con l'amore che la gente ha per Luca. Il suo pubblico si fida ciecamente di lui, lo riconosce come una persona vera, che ama farli ridere, che si concede senza filtri.

D. C'e' chi dice che siete buonisti e c'è chi vi addita come qualunquisti, ma anche chi sostiene che non essere politicamente corretti è proprio il vostro merito. Ma i vostri film sono di destra o di sinistra, voi che messaggio volete dare a chi va al cinema?

R. Riguardo a chi ci pensa di destra o di sinistra, non possiamo controllare cosa la gente legge in un film. Spesso non sono riuscito a capire certi critici, ho visto in televisione una fiera delle vanità unita a una voglia di predicazione, ognuno voleva salire su quel pulpito televisivo e spiegare agli italiani la sua verità su di noi, politici, opinionisti, dalla tv a internet. Non è mai stato raccontato 'il caldo popolo' come definito da Sandro Penna, il popolo che va al cinema, a vedere i nostri film, sorridente e senza sovrastrutture, che come in molti altri casi non ha accesso alla discussione.

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