Niccolò Agliardi: "Oggi sono cantautore senza vergogna"
L'artista dalle mille sfaccettature si racconta in 'Resto'

Definirlo 'solo' un cantautore è riduttivo per Niccolò Agliardi: canta, scrive per sé e per altri, fa televisione e radio. E' un'artista dalle mille sfaccettature, si esprime da vent'anni in tutti i modi possibili e ora ha deciso di raccontarsi, ancora una volta, in 'Resto'. Un'antologia, composta da due cd, 'Ora' e 'Ancora', che però non vuole essere un "momento di bilancio". "E' semplicemente un periodo particolarmente bello della mia vita - racconta -. Sto facendo cose che mi piacciono, e suonando dal vivo ho notato dei brani nei live con un'identità più definita rispetto alla matrice originaria. So di avere avuto il demerito di essermi accontentato, in alcuni momenti - confessa - e così abbiamo creduto fosse opportuno provare a fissare queste variazioni. E ho avuto ragione, perché quando riascolto le canzoni adesso mi sembrano quasi inedite, più 'vive". 'Ora' e 'Ancora', infatti, contengono pezzi completamente rinnovati o rieseguiti, nei quali Agliardi si accorge di avere, negli anni, cambiato voce: "La trovo più interessante, sono stato ben addomesticato da miei musicisti. Oggi, finalmente, mi sento un cantautore senza vergognarmene". "Ecco - precisa - più che un bilancio è una mia rivalutazione professionale. Mi sono restaurato da solo".

Nell'antologia compaiono anche tre inediti, fra cui 'Johnny', liberamente ispirato ad una sorprendente novità nella vita dell'artista. Niccolò Agliardi, infatti, è diventato da qualche tempo genitore affidatario di un ragazzo. "Mi ispiro al mio Johnny per raccontare la vita di qualunque ragazzo di 18 anni, italiano o no, che si affaccia all'età adulta e ha paura di non farcela, ha bisogno di qualcuno per remare con lui controcorrente e racconto quanto sia tenero e meraviglioso aprire porta e dirgli 'sono qui'". Agliardi racconta la metaforica burrasca nella quale un giovane uomo si trova a navigare: "L'importante è che non sia una deriva. Spero il mio Johnny possa non conoscere mai il senso della deriva", dice affettuoso.

Intanto, Agliardi in quelle acque impetuose ci sguazza e continua a fare tanta tv (che lo diverte molto) e radio (per la quale confessa di avere dovuto studiare). "In realtà - spiega - io faccio sempre la stessa cosa, ma con declinazioni diverse: racconto delle storie". E per il futuro, cosa si augura? "Mi piacerebbe navigare verso un mare calmo".
 

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