Nek lancia il nuovo album: "'Il mio gioco preferito'? E' la mia vita"
Nek lancia il nuovo album: "'Il mio gioco preferito'? E' la mia vita"

Ancora appassionatissimo del suo mestiere, racconta: "Credo di essere un privilegiato: non tutti possono dire amo quello che faccio o faccio quello che amo"

A tre mesi di distanza dalla partecipazione al Festival di Sanremo, Nek lancia il suo nuovo album che non è solo un disco, ma un progetto, un esperimento: 'Il mio gioco preferito - Parte prima', in uscita venerdì 10 maggio. Viene spontaneo chiedergli quale sia questo 'gioco preferito' di cui parla. "E' la vita stessa, che vivo con l'entusiasmo di un bambino. Dentro di me c'è un bimbo di 12 anni, alimentato anche da mia figlia. E la vita che mi offre la possibilità di fare quello che amo. Credo di essere un privilegiato per questo: non tutti possono dire amo quello che faccio o faccio quello che amo". E la passione per il suo mestiere è talmente forte che lo spinge a sperimentare nuovi percorsi. Infatti, come si evince dal titolo, il disco è solo la prima parte di un progetto più ampio. "Non l'avevo mai fatto prima, ho pensato fosse una bella occasione per fare un'uscita in primavera e una in inverno. Un po' per prolungare la vita del disco, un po' per avere più occasioni di fare ascoltare le mie canzoni". Un'idea nata anche dalla voglia di combattere, in qualche modo, l'attuale discografia 'mordi e fuggi': "In effetti così si allunga la vita dell'album che ormai sta soffrendo parecchio. Di dischi se ne comprano pochi".

Le sette tracce di questa prima parte (che diventeranno 14 o più con la seconda, in uscita il prossimo inverno), sono più suonate e meno elettroniche degli ultimi lavori: "E' un'esigenza che ho avvertito in corso d'opera. Volevo togliere invece di aumentare. Ogni strumento è messo lì per una ragione precisa, ho cercato di arrivare all'essenzialità".

Questi nuovi brani e i suoi più grandi successi, Nek li porterà, ancora una volta, live all'Arena di Verona il 22 settembre. E lì, dal vivo, salirà con lui sul palco lo stesso entusiasmo dell'ultimo tour in compagnia con Francesco Renga e Max Pezzali. "E' stata un'esperienza bellissima per me, la gente ascoltava hit una dietro l'altra, c'era grande trasporto e lo vivevamo anche noi sul palco. In me ha generato la voglia di scrivere. L'effetto karaoke non deve mai mancare in un concerto, perché lo cerca la gente ma anche il cantante. Quando vedo 15mila persone che intonano 'Fatti avanti amore' con un'unica voce è una figata pazzesca".

Poi, il tour europeo, perché "all'estero era un po' che non andavo. Toccherò location importanti, come il Bataclan a Parigi, per poi dedicarmi all'Italia". Le date, però, non sono ancora state annunciate. Intanto, per Nek, è importante una sola cosa: "Dopo 26 anni, essere ancora qui".
 

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