Musica, Street Clerks: La nostra rivoluzione? 'E poi c'è Cattelan' e il nuovo album
La resident band si 'EPCC' racconta il suo lavoro 'Come è andata la rivoluzione?'

Dai live per strada ad un nuovo album, passando per 'X Factor' e 'E poi c'è Cattelan': gli Street Clerks sono diventati una presenza quotidiana nelle case di tanti italiani grazie al ruolo di resident band del programma serale di Sky, ma la loro vita artistica va ben oltre la tv. Tanto da portarli all'uscita del disco 'Come è andata la rivoluzione?'. "Bene", è la risposta che dà a questa domanda Francesco, batterista della band. La rivoluzione di cui parla, però, è quella "interiore, personale di noi quattro come singoli e come band. Suoniamo insieme da undici anni. Ci siamo messi a guardare indietro, a pensare a quali erano i nostri sogni da adolescenti e a dove siamo arrivati oggi. Una sorta di bilancio, che al momento è molto positivo". Nell'album si sente l'influenza della musica anglosassone anni '50, '60 e '70 a cui si ispirano, Beatles in cima alla lista, un "omaggio" alla loro musica preferita, "senza però dimenticare che siamo italiani, soprattutto melodicamente".

Un gruppo unito, formato però da quattro personalità molto diverse: "Come si dice? L'amore non è bello se non è litigarello. Discutiamo un sacco - racconta Francesco - e questo ci porta a fare delle scelte che speriamo facciano la differenza. Per esempio, però, sulla partecipazione a 'X Factor' non abbiamo mai discusso perchè è stata una cosa fatta mantenendo fede allo spirito di una band con un suo percorso. Questo è venuto fuori e Cattelan se n'è accorto. Anche in 'Epcc' non cerchiamo mai di strafare. Se siamo ancora lì, qualcosa vorrà dire...". Ecco, sono ancora lì, ma anche nella prossima stagione? "Noi ce lo auguriamo, ma finchè non c'è l'ufficialità non si può dire niente". E non c'è il rischio che quel ruolo, ad un certo punto, possa andare stretto ad una band che al posto di essere protagonista diventi di contorno? "Assolutamente no, perchè pensando a questo periodo e alle difficoltà che hanno le band in Italia, consideriamo essere lì una grossa fortuna. Non siamo una band televisiva, non abbiamo mai sognato di esserlo, ma ci è capitata una fortuna e ce la teniamo stretta, facendo di tutto per portare avanti questo percorso. Ma, parallelamente, siamo anche un gruppo classico, che suona dal vivo. Vogliamo mantenere le due strade parallele. E' facile che ci si associ solo a 'Epcc', ma proprio in questo sta la nostra sfida".

Anche perchè il palco di 'E poi c'è Cattelan' dà alla band la possibilità di confrontarsi ed esibirsi con artisti quasi irraggiungibili. C'è qualche aneddoto che ricordate, in particolare? "Per esempio l'aver suonato con Robbie Williams, o anche aver recitato in una clip con Ben Stiller. Ma nel cuore ci portiamo Francesco De Gregori: oltre ad averlo accompagnato, abbiamo anche arrangiato 'La leva calcistica della classe '68' alla nostra maniera, con il suo consenso. Sono cose che non ci si dimentica".

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