Musica, il ricordo di Pino Daniele a un anno dalla morte

di Chiara Dalla Tomasina Napoli, 4 gen. (LaPresse) - Oggi ricorre il primo anniversario dalla scomparsa di Pino Daniele, avvenuta per "un decadimento della funzione cardiaca", come si legge nella relazione dell'autopsia depositata alla Procura di Roma dai medici legali. Ma, a un anno di distanza, l'affetto per il cantante, napoletano di nascita ma toscano d'adozione, non accenna a diminuire. Su Instagram, diversi cantanti e musicisti hanno ricordato l'artista: i Negramaro hanno pubblicato il video di un concerto fatto insieme a Daniele, corredato dalla scritta 'Manchi al cuore, agli occhi e alla musica, fratello infinito!'; Caterina Balivo ha postato un video dove canta la sua canzone preferita, 'Napule è'; Emma Marrone ha messo una foto dove abbraccia il cantante e la scritta 'Tu dimmi quando quando'. Ci manchi tanto', mentre Giorgia, sotto l'immagine di Daniele in concerto, ha scritto '... ma vorrei svegliarmi e ritrovati ancora'. Un anno senza Pino, che poi quando se ne va qualcuno a cui vuoi bene sembra sia stato un attimo fa', e Serena Autieri sotto un bel primo piano di Daniele ha scritto 'Sei nei nostri cuori, Pino'.

IL FRATELLO NELLO. "La sua assenza si sente, eccome - conferma a LaPresse Nello Daniele, fratello di Pino e musicista a sua volta -, ma oggi in ricordo di Pino c'è una città, anzi una nazione unita. I suoi fan non hanno mai smesso di ricordarlo tutti i giorni, dimostrano tanto affetto verso l'artista e verso la persona, anche se lui ha vissuto 35 anni lontano da Napoli". I fan napoletani gli sono fedeli perché "hanno avvertito il forte legame che lui aveva con la città: anche di notte - racconta Nello -, quando poteva dagli impegni di lavoro, Pino scappava a Napoli per mangiare un pizza o anche solo bersi un caffè". L'amore e la devozione dei napoletani "ha stupito tutti quanti noi della famiglia. Ancora oggi c'è chi non ha digerito la sua scomparsa: spesso la gente, per strada, ancora mi abbraccia e piange. Sono persone di tutte le età: ragazzi e adulti legati a Pino, come se fosse scomparso un capopopolo. Questa cosa ci fa molto onore, soprattutto a me, che cercherò di onorarlo in tutti i modi. Oggi è un giorno particolare e non triste, lui ci ha insegnato ad andare avanti e a sorridere, ecco perché per me resterà sempre vivo".

IL RICORDO DI ARTISTI E COLLEGHI. Della stessa lunghezza d'onda anche la blogger e opinionista Selvaggia Lucarelli: "Direi che in fondo dopo la morte di Pino Daniele è cambiato poco - ha dichiarato a LaPresse - perché lui, al contrario di tanti artisti che dopo una lunga carriera diventano logori o stanchi, quando è morto era ancora Pino Daniele. Era artisticamente più vivo che mai e quindi la sua musica passa nelle radio e nei nostri iPod come un anno fa, senza bisogno di rivalutazioni postume o coccodrilli dell'ultima ora". "Io purtroppo non ho mai avuto la fortuna di incontrarlo di persona - racconta invece Orietta Berti -, ma mi piaceva moltissimo come scriveva le sue canzoni e come cantava, è stato un cantautore bravissimo e amato davvero da tutti". Della stessa opinione anche l'attore Pino Quartullo: "Se diciamo musica italiana nel mondo si pensa a Napoli, e immediatamente per noi Napoli è Pino Daniele - ha spiegato il regista -, Come teatro è De Filippo e lirica è Pavarotti. Pino Daniele è un gigantesco mito e come tanti miti è scomparso troppo presto".

"Noi lo amavamo tantissimo: è stato assolutamente scioccante quando abbiamo appreso, un anno fa, la notizia della sua morte - ha raccontato commossa Maria Teresa Ruta -. Da quel momento la vita ha preso un altro significato. Io ero una sua grande fan, ma lo era soprattutto mio marito Roberto Zappulla, che ama da sempre la canzone napoletana e a sua volta scrive canzoni in napoletano. Roberto conosceva di persona Pino, e quando è morto è rimasto davvero sconvolto". Anche la showgirl Carmen Di Pietro ha parole di affetto e stima verso il cantante: "Pino Daniele ha attraversato tutti i momenti della mia vita. La sua musica mi riempiva il cuore, soprattutto nei momenti drammatici. Per me Pino non è morto, perché ogni volta che metto una sua canzone è vivo, personaggi così grandi non muoiono mai. Quando vivevo a Salerno andavo spesso a Napoli: tutto, di quella città, mi fa pensare a lui".

Chi l'ha conosciuto di persona è Patrizio Rossi Viozzi, ex concorrente di 'X Factor', che ricorda: "L'ho incontrato nel 2000 a Napoli al Mediterranean Sound, sala d'incisione e studio di registrazione. Lui teneva stage per gli artisti e io ne ho frequentato uno. Pino umanamente era eccezionale, era totalmente disponibile con noi allievi e anche molto divertente. Un giorno fece una sorta di 'live session' con la chitarra sulle note della canzone 'Je so pazz': è stato bellissimo. Quella performance ha avuto un grande impatto su di me, ho percepito subito il suo carisma e la sua voglia di divertirsi nel fare musica". Quando Daniele è scomparso, "mi ha colpito tantissimo, anche perché lo seguivo molto come artista: io mi occupavo di jazz, lui arrivava dal blues, quindi ascoltarlo era necessario".

Molto sentite anche le parole del paroliere Cristiano Malgioglio, che ha detto a LaPresse: "Pino Daniele è uno dei più grandi interpreti della canzone napoletana, era un grande autore dalla voce inconfondibile, aveva una vena malinconica tutta sua. Ha scritto canzoni bellissime. Come artista e cantautore era molto originale, era uno dei pochi dei quali si riconosceva la musica e la voce, non scopiazzava qua e là come fanno molti cantautori di oggi". Nelle parole nostalgiche di Malgioglio c'è spazio anche per una piccola polemica: "Nasceranno artisti come lui? Questo è il vero problema: oggi i cantautori non hanno anima. Dopo Tiziano Ferro non mi piace più nessuno. Ascolto molta musica dall'estero, in Italia mi hanno rotto le palle i talent per trovare voci nuove, non li sopporto più". Il motivo di questo livore verso i talent, per il paroliere siciliano, è legato al fatto che "gli artisti devono fare la gavetta, non possono vincere un solo concorso e avere Sanremo a disposizione. Così facendo spariscono subito. Quindi, per rispondere alla domanda se nasceranno altri Pino Daniele, dico che non è certo facile. Pino ha seminato cose meravigliose, oggi non si semina più: si regala la tv e dietro non c'è nessun background". Per concludere, Malgioglio fa un elogio anche alla musica campana: "La canzone napoletana rimane la più bella del mondo e Pino aveva la magia di saper raccontare le cose, lui sì che aveva quello che oggi chiamano 'l'x factor'".

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