ph Phil Travis
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Giuseppina Torre e il suo 'Life Book': "Sono diventata essenziale"

Il disco della pianista e compositrice è "quasi una seduta di psicoanalisi". L'artista siciliana ha lavorato anche alla musica per il documentario 'Papa Francesco - La mia Idea di Arte'

'Life book', il libro della vita. Già dal titolo si capisce che l'album della pianista e compositrice Giuseppina Torre ha di certo qualcosa di personale. "Parla di questi miei anni, a partire dal 2015. E' un disco che definirei quasi una seduta di psicoanalisi. In questo tempo ho cercato di scavare dentro di me e analizzare quello che mi era successo e pensare a come guarire le ferite. E' un viaggio interiore che ho fatto. Anche le mie ferite, attraverso la musica le ho viste con occhi diversi. Tratta di argomenti importanti, ma è un inno alla vita. Non c'è niente di deprimente". E di vicessitudini, Giuseppina ne ha vissute tante. Uscita da un rapporto sentimentale violento, l'allontamento dalla musica. Alla quale, però, si è riavvicinata. Grazie soprattutto a due incontri: "Il primo con la mia road manager Fatima Dell'Andro e il secondo con il mio manager Riccardo Vitanza. Ad un certo punto ho detto: basta, questo è il mio ultimo concerto. Fatima, però, mi ha invitato a guarire le mie ferite, prendere tempo e ripensarci. Era una presenza costante e discreta. Mi lasciava sbarellare, ero diventata impossibile. Tutto mi sembrava ingiusto".

Poi, appunto, il ritorno al suo amato pianoforte, perché "anche se si vivono esperienze dure bisogna essere grati alla vita. Dobbiamo esorcizzare quello che abbiamo vissuto". Cambiando anche la sua visione del mondo: "Sono diventata estremamente essenziale. Quello che prima era importante, ora è diventato superfluo".

Nel frattempo, le è stata commissionata la colonna sonora del documentario 'Papa Francesco - La mia Idea di Arte': "Mi ha riavviato. Mi sono rimessa a scrivere, e ho buttato giù i brani proprio come sono nella scaletta dell'album. Ho iniziato con il dolore per la perdita di mia mamma, e poi è stato come un fiume in piena. Fino a 'Never look back': non guardarti mai indietro, ma dove sei arrivata adesso".

Nell'album c'è anche 'Un mare di mani', dedicata al dramma dei  migranti: "Sono siciliana, abito a pochi chilometri da Pozzallo, meta di tanti clandestini. Ho visto i filmati originali di salvataggio della guardia costiera e mi ha colpito quel mare di mani che cercavano aiuto. Più della metà le vedi affondare. Sono rimasta scossa: anche io, in un'altra situazione, ho cercato delle mani che mi salvassero dal baratro".

Da quel baratro, Torre si è risollevata e ora è "confusa e felice" per un appuntamento importante: l'apertura del concerto di Il Volo all'Arena di Verona il 24 settembre: "E' il coronamento di un sogno e un traguardo artistico. Sono felicissima. Se guardo da dove sono partita, non lo considero un traguardo ma un nuovo punto di inizio". Quali sogni, ancora, nel cassetto? "Mi piacerebbe scrivere una colonna sonora per due registi che mi piacciono: Ozpetek e Muccino".

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