“L’unica cosa che non passa mai di moda è l’amore”. Parole e musica di Sal Da Vinci. Il cantante napoletano, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo chiude con il suo show la rassegna ‘Estate al Castello’ nella suggestiva location del Castello Sforzesco di Milano. Tutto esaurito per il protagonista del 2026 musicale che, con la sua musica melodica e i suoi classici, ha ricevuto l’affetto e la passione di un pubblico che ha cantato a squarciagola buona parte dei suoi successi.
Accompagnato da quattro ballerine e una band comprendente fiati e percussioni, Sal Da Vinci ha alternato momenti discorsivi, in cui ha raccontato il suo percorso fatto di “salite ripidissime” fino a un “successo inimmaginabile” all’Ariston con il pezzo ormai cult ‘Per sempre si’, alla musica con i suoi successi passati e recenti, il toccante omaggio al papà scomparso da qualche anno, alcuni classici della tradizione napoletana e hit generazionali della musica italiana, per finire con le sue due hit ‘Rossetto e caffè’ e ‘Per sempre sì’ che hanno letteralmente mandato in visibilio il pubblico.
Fan eterogenei, da giovani coppie a famiglie adulte e con bambini. Tutti ammaliati dalla voce di Sal Da Vinci in una atmosfera resa ancor più magica dalla notte che calava sul cortile del Castello Sforzesco. Un Sal Da Vinci dalla voce come sempre appassionata nel raccontare l’amore in tutte le sue declinazioni, da quella della persona che si ama a quello per una persona importante che non c’è più.
Canzoni d’amore e di sentimento, cantate con il cuore in mano come per ‘Orologio senza tempo’, o ‘Il mercante di stelle’ in cui ha raccontato il suo forte legame con Renato Zero con cui ha collaborato anche per l’album ‘Non si fanno prigionieri’ del 2016. Altri successi come ‘D’istinto e di cuore’, ‘L’amore e tu’ hanno scaldato i cuori del pubblico, fino al momento di grande commozione quando Sal Da Vinci ha cantato ‘Voglio ancora amarti’, brano dedicato al papà Mario che “per me è stato un punto di riferimento fondamentale”, ha detto dal palco.
Non solo intense emozioni, anche momenti più spensierati nello show di Sal Da Vinci come quando ha omaggiato la sua Napoli (“baciata dal solo, ma bella anche di notte”) nell’interpretare ‘Il cielo blu di Napoli’ fino al medley di grandi classici rivisitati come ‘E spingule francese’, ‘Io mammete e tu’ e ‘Come facette mammeta?’. Poi spazio alle cover: da una intensa interpretazione di ‘Cerami’, capolavoro di Renato Zero’, a classici senza tempo come ‘Strada facendo’ di Claudio Baglioni, ‘Se telefonando’ di Mina, fino a ‘Gloria’ di Umberto Tozzi che ha fatto ballare tutto il pubblico.
È il prologo verso il gran finale quando il cantante napoletano ha raccontato come “proprio a Milano” un discografico aveva bocciato senza mezzi termini la sua musica melodica definendola “ormai superata”. Mai giudizio fu più avventato, visto che quando sono partite le prime note della hit ‘Rossetto e caffè’ la platea è letteralmente esplosa a cantare, telefonini in mano, accompagnando Sal Da Vinci fino a ‘Per sempre sì’ la canzone che lo ha consacrato a Sanremo.

