Morto Mark Salling. Ma la reazione dei colleghi di "Glee" è inaspettata
Morto Mark Salling. Ma la reazione dei colleghi di "Glee" è inaspettata

Tutti temono di esporsi per ricordare il loro collega e così optano per il silenzio. Almeno per ora

Quando, il 13 luglio 2013, Cory Monteith era stato trovato morto in un hotel di Vancouver, dal set di Glee erano subito arrivate parole di cordoglio. Lacrime, disperazione, amore e affetto erano stati condivisi sui social network non solo da parte dei fan ma soprattutto dagli account ufficiali di ognuno dei membri del cast e dei settori tecnici. 

Per Mark Salling la reazione sembra essere molto diversa. Forse perché sembra ormai certo che l'attore si sia tolto la vita, forse per la condanna per pedopornografia, forse perché la serie è terminata da oltre due anni, mentre quando morì Monteith le riprese erano ancora in corso. Fatto sta che la maggior parte dei colleghi di Salling non si è espressa apertamente. Non un post da Lea Michele, né un tweet da Chris Colfer o un ricordo da Darren Criss. Almeno per il momento sono davvero pochi coloro che hanno conosciuto Mark Salling sul set di Glee a voler condividere un pensiero.

Il primo è Matthew Morrison, che nella fortunata serie tv interpretava Will Schuester, l'insegnante del Glee Club. L'attore ha condviso su Instagram una foto che lo ritrae tra Cory Monteith e Mark Salling, in cui tutti e tre indossano un completo nero e camicia bianca. Nessun commento, solo tre emoticon (di cui una esprime dispiacere e le altre due hanno un'aureola) che fanno pensare ai due ragazzi come a due angeli sempre vicini a Morrison.

Iwbal Theba, il preside Figgins nella serie, ha affidato a Twitter il suo messaggio. L'attore si è limitato a scrivere "Oh Mark".

Tim Davis invece si dilunga. Vocal arranger, fin dall'inizio dello show, conosceva bene Mark salling. "Oggi abbiamo perso un altro membro del acst di Glee. Sì, commise dei crimini contro i bambini. Sì, è orribile. Ma Mark Salling - sceive Davis su Twitter - era un uomo spezzato, senza alcun dubbio subì lui stesso delle violenze. Volevo bene a Mark e sono triste quando penso alla devastazione dei suoi genitori". Subito dopo arriva un secondo 'cinguettio': "Fatemi essere chiaro. Avere compassione per Mark Salling non minimizza in alcun modo i suoi crimini, né minimizza il dolore e la devastazione delle vittime di questi crimini. Sto soltando dicendo di smettere di aggiungere dolore alla sua famiglia. Era loro figlio. Chi è senza peccato, scagli la prima pietra".

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