Monti: Europa punti sulla crescita

Roma, 12 gen. (LaPresse) - Occorre introdurre "criteri qualitativi" per valutare concretamente i progressi nella riduzione del debito pubblico senza "cadere prede di un formalismo eccessivo". E' l'obiettivo che il premier Mario Monti sta portando avanti a Bruxelles, secondo quanto lui stesso ha spiegato nel corso di una informativa sugli sviluppi recenti della politica europea nell'aula della Camera. "Non cederemo di un millimetro - ha detto il premier - rispetto al ventaglio di indicatori qualitativi", ma non è necessaria l'introduzione di ulteriori vincoli più rigidi o sanzioni per conseguire quello scopo che "è già legge europea" e cioè "l'obbligo del rientro del rapporto debito pubblico/Pil dalla situazione attuale all'obiettivo del 60% da farsi in venti anni".

Per il capo del governo, tuttavia, la disciplina di bilancio non basta da sola a far ripartire la crescita in Europa e per questo auspica che dopo l'approvazione del nuovo trattato Ue sul 'fiscal compact', il 30 gennaio, si passi a "un'energia politica costruttiva sul versante della crescita". Il panorama europeo sarà più sereno, con la Banca centrale europea "più rilassata" per l'introdruzione della regola del pareggio di bilancio nelle costituzioni dei Paesi membri e si potrà affrontare quindi in modo più concreto il tema della crescita. Su quest'ultima l'Italia, prosegue Monti, non guarda solo a Francia e Germania, ma anche a Polonia e Regno Unito, che hanno una visione "utile". E proprio sui rapporti tra Roma, Berlino e Parigi, il premier ha sottolineato come "sia facile fare passi indietro, ma è molto faticoso fare passi avanti" e per questo "serve pazienza". Un'intesa che l'Italia continuerà a coltivare con il trilaterale che si terrà a Roma il 20 gennaio alla presenza di Monti, del presidente francese Nicolas Sarkozy e della cancelliera tedesca Angela Merkel.

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