Mondiali 2014, i tifosi contro Mick Jagger: è un porta sfortuna

Roma, 10 lug. (LaPresse) - E' ormai lontano, lontanissimo, quell'11 luglio 1982 quando dal palco di Torino Mick Jagger, vestito con la maglia di Paolo Rossi, profetizzò la vittoria azzurra ai Mondiali di Spagna per 3 a 1, azzeccando il pronostico. Le capacità divinatorie del leader degli Stones non soltanto paiono ormai definitivamente tramontate, ma Sir Jagger rischia ora di passare alla storia come porta jella. I fan italiani della band non dimenticheranno certo le parole pronunciate lo scorso 22 giugno al Circo Massimo, quando davanti a 70mila spettatori il rocker ipotizzò sia il 2 a 1 per l'Italia contro l'Uruguay sia la vittoria della Coppa del Mondo per gli azzurri. Applausi e grida di gioia da parte del pubblico, definitivamente stroncati due giorni dopo con la vittoria dei sudamericani per 1 a 0 l'addio al Mondiale per la squadra di casa nostra.

Non gli è andata meglio con il Portogallo: in occasione del concerto di Lisbona - il 29 maggio, ben prima dell'inizio del Mondiale - 'regalò' ai suoi fan la possibilità di arrivare ad alzare la coppa al Maracanà di Rio de Janeiro, vincendo contro l'Inghilterra. Inutile dirlo: i lusitani sono usciti nella fase a gironi nonostante la vittoria contro il Ghana per 2 a 1. Non sono bastati i quattro punti conquistati complessivamente a farli andare avanti.

E ora ci si è mezzo in mezzo anche il Brasile. L'umiliazione subita dalla Germania in semifinale - quei sette palloni non parati da Julio Cesar - potrebbe aver trovato il suo capro espiatorio. Già, proprio sua maestà del rock. Mick Jagger era allo stadio Mineirao di Belo Horizonte per assistere alla partita con il figlio Lucas, avuto da una modella brasiliana, Luciana Giminez. Tanto è bastato perché i media locali e i social network si scatenassero, accusandolo di portare sfortuna. La sua ex compagna è corsa ai ripari, difendendolo pubblicamente: "Mick è una persona uguale a noi - ha scritto su Instagram - e non merita di essere trattato così dai brasiliani. Mio figlio di 15 anni soffre, quindi pensate" a questo "prima di fare cyber bullismo". Lo stesso Jagger si è difeso parlando al 'Sun'. "Posso sentirmi responsabile per il primo gol della Germania - ha detto - ma non per gli altri sei".

Da re della musica, insomma, il 70enne Mick rischia ora di trasformarsi in un vecchietto porta jella. Non gli resta che entrare allo stadio per salire soltanto sul palco, lasciando stare la tribuna.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata