Molestie, Roman Polanski: "Il movimento #MeToo è un'isteria collettiva"
Il regista franco-polacco è stato espulso dall'Academy per lo stupro di una minorenne nel 1977

Nato a seguito dello scandalo delle molestie sessuali a Hollywood, il movimento #MeToo vuole proteggere le donne dagli abusi e denunciare i responsabili di violenze. Moltissime le attrici che sostengono l'iniziativa, ma c'è anche qualche voce fuori dal coro. "Un'isteria collettiva" e "un'ipocrisia": così Roman Polanski ha definito #MeToo in un'intervista rilasciata all'edizione polacca del settimanale Newsweek, poco prima che l'Academy degli Oscar lo espellesse lo scorso 3 maggio a causa della violenza sessuale nei confronti di una minorenne di 13 anni risalente al 1977 e per cui l'uomo è tuttora ricercato negli Stati Uniti. 

"Mi sembra - ha dichiarato il regista franco-polacco Roman Polanski - che sia un'isteria collettiva, di quelle che capitano di tanto in tanto nelle società".  Questi fenomeni, ha detto il cineasta ottantaquattrenne, "a volte prendono una piega più drammatica, come la Rivoluzione francese o la notte di San Bartolomeo in Francia, e talvolta meno sanguinosi, come nel 1968 in Polonia o il maccartismo negli Stati Uniti". "Tutti, spinti principalmente dalla paura, stanno cercando di unirsi a loro. Mi ricorda la morte di un amato leader nordcoreano, che ha fatto piangere tutti terribilmente, e alcuni piangevamo così tanto che non potevamo fare a meno di ridere".

"Quindi, è puramente ipocrisia?", Chiede il giornalista. "Secondo me, è tutta ipocrisia", dice il regista. Alla domanda se guarda i film prodotti a Hollywood, Polanski non usa mezzi termini. Li guarda "a volte, ma sono regolarmente così mostruosi che è persino difficile seguirli fino alla fine", dice, prima di aggiungere che in Polonia "stiamo facendo cose eccellenti" nel cinema e che, se vede poco, quello che vede "di solito gli piace molto".

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