Milano, Saviano è cittadino onorario

Milano, 18 gen. (LaPresse) - "Di tutte le cose che mi potevano capitare nella vita, non immaginavo un giorno di diventare milanese". Così Roberto Saviano ha esordito nel suo discorso di ringraziamento dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria da parte del comune di Milano. "Sono emozionato e ringrazio chi è qui a questo mio battesimo", ha aggiunto. Per lo scrittore l'onorificenza è "non solo come gesto formale, ma come una sorta di manifestazione di empatia civile". Dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia, Saviano ha ricevuto una medaglia e un'attestato. Dario Fo, in sala con la moglie Franca Rame, ha regalato allo scrittore un bozzetto di un quadro più grande dedicato a lui, che verrà esposto a Palazzo Reale in una prossima mostra accanto ad un'altra opera ispirata dallo scrittore.

"Le battaglie antimafia - ha detto Saviano nel suo discorso - vengono prima di ogni coalizione politica e battaglia programmatica, ma spesso non è così. Io non sono un vessillo di parte". "Io sono stato spesso criticato - ha aggiunto lo scrittore - ma non ho mai considerato una parte politica criminale e una parte illibata, anzi ho sempre cercato di discutere e di parlare con ogni parte politica sociale e religiosa come da sempre la tradizione antimafia fa. Però alle volte l'ottusità che ha portato attacchi continui su chi raccontasse della mafia nel nord Italia, su chiunque dicesse che nessun partito è al riparo, questa ottusità ha rischiato e rischia di fermare un circuto virtruoso che sta nascendo e che è nato in gran parte del nord Italia" per contrastare la criminalità organizzata.

Per Saviano è da Milano che "la battaglia contro le mafie può partire ancor più che dal Sud" perché nel capoluogo lombardo la battaglia contro le organizzazioni criminali "non nasce solo da un impegno civile ma è una battaglia che ha anche un significato culturale". Secondo lo scrittore "la possibilità di sottrarre richhezze che le mafie hanno saccheggiato al paese" nasce propio dal capoluogo lombardo. E a Milano la lotta contro le mafie è anche una battaglia per tutelare le imprese, che proprio al Nord vengono permeate da capitali mafiosi, pur mantenedo una parvenza di legalità. A Milano, per lo scrittore, le mafie hanno il cuore dei propri interesse anche se combatterle risulta più difficile perché al nord "non ci sono faide o segni evidenti della loro presenza".

Denunce che Saviano aveva avanzato a più riprese nel corso del programma 'Vieni via con me' condotto nel 2010 accanto a Fabio Fazio che gli avevano procurato molte contestazioni soprattutto da parte della Lega nord, con cui aveva cercato di aprire un dialogo. "Se un vento di rinnovamento e di primavera parte da qui arriva anche a Napoli e Palermo, soffia su tutte e tre le città - ha aggiunto Saviano - siamo vasi comunicanti, non è possibile pensare di avere destini separati". Lo scrittore ha poi citato il film 'Napoletani a Milano' di Eduardo De Filippo del 1953, che termina con l'immagine di un tram che collega Posillipo a Piazza Duomo e ha ringraziato "chi crede che essere cittadino milanese e del sud Italia sia la stessa cosa".

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