Michelle Pfeiffer: Rimpiango non aver fatto 'Il silenzio degli innocenti'

Los Angeles (California, Usa), 4 nov. (LaPresse) - Michelle Pfeiffer ha raggiunto un'età in cui può tirare le somme sulla sua vita e il rimpianto per alcune scelte fatte ora si fa sentire. Infatti l'attrice se potesse tornare indietro accetterebbe alcuni dei ruoli che invece a suo tempo rifiutò, come 'Pretty Woman' e 'Il silenzio degli innocenti'. La 55enne si rammarica per aver declinato l'offerta di lavorare con Jonathan Demme ne 'Il silenzio degli innocenti' al fianco di Anthony Hopkins, nel ruolo di Clarence Starling, poi assegnato a Jodie Foster, con cui ha vinto l'Oscar di miglior attrice. Tra i rimpianti quello di "Non aver avuto un'altra opportunità di lavorare con Demme" ha detto l'attrice oggi che si è trovata sullo stesso set con lui solo quando ha recitato in 'Una vedova allegra, ma non troppo' del 1988.

Guardandosi indietro La Pfeiffer si rende conto di non aver fatto le scelte migliori per la sua carriera. "Non ho un innato senso commerciale" ha aggiunto scherzando, citando tra gli altri film a cui ha detto no, anche 'Basic Instinct'. Un rimpianto che nasce forse per non avere mai vinto un Oscar ma solo collezionato diverse nomination. Unico trofeo è stato il Golden Globe come miglior attrice nel film drammatico 'I favolosi Baker'.

Parlando al Telegraph domenica ha fatto inoltre scottanti rivelazioni sul suo passato. "Ho fatto parte di una setta che credeva di poter viver senza cibo e acqua" ha detto l'attrice.

Appena arrivata a Los Angeles racconta che si è trovata nelle grinfie di una coppia appartenenti al culto dei Brethariani, salvata dal suo primo marito l'attore Peter Horton nel 1980. Lui stava lavorando su un film sui Moonie, i seguaci di Sun Myung Monn, leader della Chiesa dell'Unificazione, aiutandolo nel ruolo, si rese conto che anche lei era diventata membro di un tipo di culto. "Stavamo parlando con un ex Moonie e mentre descriveva la manipolazione psicologica e io ho capito" spiega Michelle.

Ora Michelle sta promuovendo il film 'Cose nostre- Malavita' (The family), accanto a Robert De Niro, una commedia criminale in cui un noto clan malavitoso si trasferisce in Normandia sotto il programma di protezione testimoni.

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