Michael Kurinsky: Ecco i trucchi di Hotel Transylvania 2

di Andrea Lavalle

Torino, 21 ott. (LaPresse) - I più importanti esperti e i maggiori talenti del campo della grafica digitale e della cultura transmediale si stanno incontrando in questi giorni al Centro Congressi Torino Incontra di Torino, in occasione della 16esima edizione della View Conference, la più importante conferenza italiana ed europea dedicata al cinema digitale. Tra i guru arrivati sotto la Mole per View Conference c'è Michael Kurinsky, production designer di 'Hotel Transylvania 2' della Sony Pictures Animation, film campione di incassi, da ottobre nelle sale italiane.

"E' la prima volta che partecipo alla View Conference - ha dichiarato Kurinsky a LaPresse - e trovo che sia un'esperienza straordinaria. Trovare riuniti nello stesso posto registi e artisti così talentuosi e creativi, è incredibilmente stimolante. Questa è una grande occasione per noi per incontrarci e imparare l'uno dall'altro, consigliarci e aiutarci a crescere professionalmente".

Tu sei un production designer, cosa significa esattamente? In cosa consiste il tuo lavoro?

"Sono il responsabile dello sviluppo artistico del film, supervisiono tutti gli elementi visivi: personaggi, ambienti, sfondi, luci e colori. Scelgo personalmente la composizione del team con cui lavoro, che, nei momenti più critici della produzione, arriva a contare fino a venti persone. Devo supervisionare tutto due volte prima in 2D e poi in 3D, per controllare che i disegni in due dimensioni vengano riportati in modo efficace nelle immagini digitali che poi vediamo sullo schermo. E qualche volta non funzionano".

Qual è la parte più divertente del tuo lavoro?

"Assolutamente lavorare con i colori e le luci. Usarli per creare un mondo e raccontare una storia nel modo più avvincente e coinvolgente possibile. La scelta dei colori giusti è fondamentale per lo storytelling".

Quali sono invece le difficoltà?

"Bisogna lavorare duramente e spesso i tempi sono molto stretti. La cura e l'attenzione ai dettagli necessari per fare questo lavoro spesso si scontrano con esigenze di produzione, programmi e deadline. Spesso tocca lavorare fino a notte inoltrata sul progetto, ma ne vale la pena".

Come scegli i componenti del tuo team? Quali sono le figure professionali più richieste?

"Prima di comporre il team lavoro sul copione, in modo da avere un'idea chiara di quello che mi serve, quali personaggi dobbiamo progettare, cosa possiamo usare. Così so esattamente di quali persone ho bisogno, di cosa devono saper fare e di quando mi serviranno. I primi a lavorare con me sono i designer, con cui progettiamo e disegniamo i personaggi, i coloristi invece entrano in gioco successivamente. Ma sono entrambe figure fondamentali per la riuscita del progetto.

Quando hai capito che questa sarebbe stata la tua strada?

"Ho iniziato a disegnare quando avevo 3 anni e non ho più smesso di farlo, ma è stato all'università dell'Arizona, dove ho studiato, che ho capito che la mia carriera avrebbe avuto a che fare con disegni e illustrazioni. Le animazioni sono arrivate solo successivamente, quando, come primo lavoro, mi è stata commissionata una pubblicità con le animazioni e ho deciso che è quello che avrei voluto fare per il resto della vita".

Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere questa carriera?

"Io mi sono laureato in belle arti all'università ma ora esistono tante scuole e corsi specializzati in design, illustrazione e computer grafica. La cosa fondamentale però è la passione per il disegno. Tutto il resto viene di conseguenza. Serve una buona conoscenza di colori, luci, ombre, prospettive, bisogna imparare a capire come funzionano in natura per essere in grado di riprodurle, e questa capacità la si può apprendere solo disegnando. Si può disegnare qualunque cosa e con qualsiasi strumento, che sia un bloc notes o un iPad, l'importante è disegnare".

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