Mentana: 'Storie maledette'? Non si intervistano solo i buoni
In onda ieri sera un colloquio tra Leosini e Luca Varani, mandante dell'agguato con l'acido che sfigurò Lucia Annibali

"La questione non è decidere se Franca Leosini ha fatto bene o male a intervistare Luca Varani. Per fare una intervista come quella fatta da lei in carcere, a una persona condannata in primo e secondo grado, bisogna passare tutta una serie di visti, anche ministeriali, oltre che della direzione del carcere e del dipartimento della amministrazione penitenziaria. L'intervista non è stata un colpo a sorpresa". Così commenta Enrico Mentana, direttore e conduttore del TgLa7, all'indomani dell'intervista, che fa molto discutere, andata in onda ieri sera, nella trasmissione Storie maledette su Rai3, della giornalista Franca Leosini all'avvocato Luca Varani in carcere, condannato in secondo grado come mandante dell'agguato con l'acido che sfigurò a Pesaro Lucia Annibali, allora sua fidanzata. Manca il giudizio della Cassazione, la cui prima udienza è fissata per maggio. Il non concluso iter processuale ha portato alla richiesta di bloccare il programma tv, cosa poi non avvenuta, e a interrogazioni parlamentari.


C'è un problema di opportunità della intervista di 'Storie Maledette' a Varani?

Uno può pensare se può fare piacere o no a chi la vede, alla vittima, ma ci sono stati casi di interviste di tutti i tipi, da Donato Bilancia a mafiosi, non è che si può pensare che si intervistano solo i buoni, ci sono anche i cattivi, figure da cui bisogna cercare capire perché hanno fatto ciò per cui sono stati perseguiti e condannati. E' una discussione che non ha senso....

E la reazione della vittima che è stata sfregiata, Lucia Annibaldi è qualcosa di cui tenere conto?

La  vittima è una persona perbene dalla cui parte ci schieriamo tutti: ha detto semplicemente 'sono uscita e non ho guardato l'intervista'. Ma discutere sulla opportunità dell'intervista è come dire che non si possono fare inchieste sulla strategia della tensione per non turbare i familiari delle persone uccise. Non esiste una versione edulcorata delle cose accadute rispetto agli adulti, per i minori, invece, è un altro discorso.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata