Mentana: Se non fossi giornalista, farei partito per lavoro a giovani

Roma , 6 giu. (LaPresse) - "Se non facessi un altro mestiere, mi piacerebbe fondare un movimento per il lavoro ai giovani, da portare alle elezioni". Lo scrive oggi il giornalista su facebook Enrico Mentana, scatenando il dibattito su una sua discesa in campo in politica. "Poggerebbe su un programma semplice- spiega Mentana -. Ribaltare tutto il nostro impianto sociale e normativo, politico e sindacale, che tutela fino in fondo chi è già inserito nel mondo del lavoro, delle professioni e della pubblica amministrazione - dai diritti sul lavoro, ai mutui, ai sussidi di disoccupazione, alle pensioni - tutto a scapito delle nuove generazioni". "Nella concorde insensibilità verso i giovani- prosegue il giornalista - di cui sono corresponsabili i governi, gli imprenditori e i sindacati, non si è solo perpetrata un'ingiustizia, ma si è anche essiccata la pianta del ricambio sociale e culturale di questo paese, che - con tutto il rispetto - sembra sempre più una immensa casa di riposo". Senza smantellare lo stato sociale si possono spostare i pesi di incentivi e ammortizzatori, di defiscalizzazioni e finanziamenti verso i nuovi lavoratori. Quando avevo 25 anni potevo scegliere che mestiere fare, e con me tutti i miei coetanei. Provo oggi rimorso per l'ingiustizia che stiamo compiendo verso i ventenni di oggi. E sarebbe bello e giusto battersi per invertire la tendenza, con forza", conclude Mentana.

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