Mario Martone a 'Io donna': Anch'io bimbo malinconico come Leopardi

Roma, 31 ott. (LaPresse) - "Se racconti un ragazzo geniale e minato dalla malattia, dal fisico sgraziato, sensibilissimo, con un padre ingombrante e una madre assente, pervaso da un'insaziabile fame di vita, il contrario esatto della depressione di cui fu accusato, puoi toccare le corde di chiunque. Perché sei nella più assoluta contemporaneità". Così il regista Mario Martone racconta, in un'intervista sul numero di 'Io Donna' in edicola da domani, il suo ultimo film, 'Il giovane favoloso', che racconta la vita del giovane Leopardi, pellicola già campione di incassi.

"Anch'io sono stato un bambino malinconico - confida il regista -. Ogni tanto mio padre m'interrogava: che hai dentro? Era un uomo di grande concretezza, proprietario di una pellicceria. Invece mamma era sognatrice, appassionata di letteratura e cinema. L'anno cruciale è stato il 1973: in terza media non riuscivo più a studiare, davanti allo scrittoio per ore, inconcludente.

Poi scoppiò il colera, scuola chiusa per un mese, mi ritrovai a fare chilometri in una Napoli meravigliosa e feroce". E, forse, già da allora il destino del regista di 'L'amore molesto' e 'Noi credevamo' era scritto: "Già quando giocavo con mio fratello al teatro dei soldatini, lui faceva il pubblico", ha confidato Martone.

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