Margherita, tesoriere sottrae 13 milioni

Roma, 31 gen. (LaPresse) - Il tesoriere del partito della Margherita, Luigi Lusi, ha fatto sparire 13 milioni di euro dalle casse del partito con circa 90 bonifici tra il gennaio 2008 e l'agosto 2011 alla società TTT srl che fa capo a lui. Inoltre circa 1,9 milioni sarebbero stati usati per l'acquisto di un immobile di lusso a Roma. Interrogato in procura, Lusi ha ammesso le proprie responsabilità, dicendosi disponibile a restituire il maltolto. I bilanci ora sono all'esame prima di tutto dello stesso partito, fanno sapere Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Gianpiero Bocci, rispettivamente presidente, presidente dell'assemblea e presidente del comitato di tesoreria della Margherita, che si sono visti oggi per capire come affrontare il caso. "E' stata investita - spiegano - una primaria società di revisione e consulenza finanziaria, la Kpmg, di effettuare una due diligence sui bilanci, e di assistere i tre dirigenti negli adempimenti amministrativi sino alla convocazione di una assemblea federale che dovrà eleggere il nuovo tesoriere ed approvare i bilanci. Le attività di verifica sono iniziate, negli uffici della Margherita, già nel pomeriggio di ieri. La divulgazione sulla stampa delle notizie sull'indagine non muta la strategia della Margherita, che sarà di esigere il pieno recupero, in sede penale e civile, delle somme sottratte".

In un comunicato gli esponenti del partito ricostruiscono la vicenda: "Il 16 gennaio scorso Francesco Rutelli è stato sentito dalla procura della Repubblica di Roma circa alcune operazioni finanziarie su cui si era appuntata l'attenzione di gdf e Banca d'Italia, giudicate anomale. Completamente all'oscuro di quei fatti, Rutelli ha chiesto al tesoriere Lusi di recarsi immediatamente a fornire ogni informazione agli inquirenti; cosa avvenuta, in presenza del suo avvocato difensore, già l'indomani mattina. In quella sede, Lusi risulta aver ammesso pienamente le proprie responsabilità configurate nell'appropriazione indebita aggravata".

"L'indomani, 18 gennaio - prosegue la nota - Rutelli si è costituito come parte offesa, in proprio e come presidente della Margherita, attraverso l'avvocato Titta Madia, nel procedimento penale. Quindi, pur nel pieno rispetto del segreto istruttorio, Rutelli ed Enzo Bianco, presidente dell'assemblea federale, hanno fornito sommarie informazioni sulla gravità della situazione agli ex-dirigenti della Margherita facenti parte del comitato nominato dall'ultima assemblea federale e chiamato proprio a proporre le destinazioni possibili dell'ultimo residuo di disponibilità finanziarie del partito".

"I tre dirigenti - si legge ancora nel testo - con un formale incarico ricevuto dal congresso e dall'assemblea federale hanno quindi rivolto a Lusi la formale richiesta di dimettersi, di delegare i propri poteri ai tre medesimi in forma congiunta, di mettersi a disposizione dei soggetti incaricati di verificare i bilanci del partito oltre che, attraverso gli avvocati, di confermare una completa cessazione da qualsiasi attività amministrativa. Lusi si è dimesso il 25 gennaio. Risulta abbia manifestato ai magistrati inquirenti la volontà di restituire immediatamente alla Margherita una parte importante delle somme di cui si è appropriato depositando una fideiussione".

"All'assemblea di luglio 2011 chiesi un approfondimento del bilancio perché c'erano voci opache e ampie", ha spiegato Arturo Parisi, deputato del Pd. "Non votai il bilancio preventivo - ha aggiunto - e l'assemblea fu sospesa finché non si decise la formazione di un organismo che approfondisse successivamente. Ma questo organismo non si è mai riunito".

"Il potere amministrativo - puntualizzano Rutelli, Bianco e Bocci - in base allo Statuto, era interamente nelle mani del senatore Luigi Lusi: persona da tutti stimata, che aveva iniziato la propria attività, in quanto Direttore Generale degli Scout (Agesci), apprezzato dal Sindaco Rutelli e quindi eletto due volte come amministratore del partito, sino alla fase, non breve, per motivi tecnico-amministrativi, di scioglimento del partito".

"In nessun modo - scrivono nel comunicato - il presidente o gli altri dirigenti hanno mai esercitato responsabilità di gestione, né hanno mai emesso bonifici, assegni etc: l'unico atto compiuto da Rutelli sui 2 conti correnti della Margherita, presso agenzie Bnl e Unicredit, è stata la loro formale apertura nell'estate del 2001, in quanto presidente, in rappresentanza e a garanzia del partito".

"Dopo le notizie apparse sui quotidiani ho chiesto al senatore Lusi di dimettersi dal Gruppo Pd e dagli incarichi che ricopre in Senato", ha annunciato il capogruppo del Partito democratico in Senato, Anna Finocchiaro su Twitter.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata