Marco Mengoni presenta 'Atlantico': "Un viaggio nel mondo e dentro me"

Scoperte, incroci con nuove culture e 'bellezza della lentezza' in 15 nuove tracce

L'ha sorvolato in lungo e in largo per due anni, poi Marco Mengoni ha deciso di trasferirlo in un disco: 'Atlantico', in uscita venerdì 30 novembre. E' questo il titolo del suo nuovo progetto, e già da solo dice molto. Parla di viaggio, di scoperta, di incrocio di nuove culture. Dopo tre anni intensi, il cantante si è accorto di essere stanco, scarico, di avere dato tutto. E così ha deciso di partire e viaggiare, per trovare nuovi input: "Ho fatto le valigie e mi sono staccato dalla quotidianità, e mi sono trovato spesso a sorvolare il secondo oceano più grande del mondo. In viaggio pensi tantissimo, anche a quanto immenso sia l'Atlantico e a quante nazioni e culture bagni". Un percorso alla ricerca di suoni, ma pure di analisi e introspezione, per riuscire ad apprezzare la "lentezza" e la solitudine e imparare ad affrontare il dolore, spesso messo in stand-by dalla velocità della vita. "Prima - racconta - seguivo un istinto naturale, mettevo da parte le cose che mi facevano male. Però servono anche quelle".

Zaino in spalla, Marco è andato in Portogallo, a Cuba, a New York, in Tanzania, alla ricerca di contrasti, pensieri e ritmi salseri e rumberi, per poi riversare tutto in quindici tracce. Ognuna con un messaggio e un contenuto ben precisi: da 'La casa azul' dedicata a Frida Khalo (con un cameo a sorpresa di Adriano Celentano) per parlare di forza, esperienza e senso di rivoluzione, a 'Siamo tutti Muhammad Alì' per raccontare chi non ha avuto paura e ha lasciato la sua passione per un ideale. Fino ad arrivare al primo duetto in un disco di inediti per Mengoni: in 'Hola (I say)' arriva Tom Walker. "Ho finalmente accettato il concetto di condivisione. Mi sono sbloccato nella mia intimità artistica. Ne ho avuto l'esigenza e ormai io e Tom siamo fratelli".

In ogni caso, alla base di tutto, c'è un'idea, forse anche utopistica: "Cerchiamo di portare un messaggio: bisogna combattere per le cose giuste, abbattere i muri che si stanno ricreando nel mondo, lo trovo assurdo. Per me i confini non esistono. Se ci guardiamo alle spalle, pochissimo tempo fa è stato buttato giù un muro, mi sembra la società stia tornando indietro".

E per abbattere quei muri, Mengoni inizierà con cinque live in Europa per poi tornare in Italia, nei palazzetti, ad aprile. Niente stadi, come invece si vociferava: "Sono una persona molto razionale e cauta. Ho deciso di proseguire il percorso nei palazzetti perché era più giusto. Per gli stadi c'è tempo...". E per Sanremo? Anche per quello c'è tempo? Il nome di Marco circola da tempo fra i papabili ospiti, e lui è possibilista. "Questo progetto potrebbe stare su un palco così importante. Quindi, perché no?
 

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