Lorenza Mazzetti: Far cinema è facile, conta quel che si dice

Torino 27 nov. (LaPresse) - "E' stato un onore ricevere questo premio ed è un onore essere sulla copertina di una rivista, è una cosa straordinaria, devo dire però che me lo aspettavo essendo un genio". Lorenza Mazzetti fa scoppiare a ridere l'intera sala stampa durante la sua conferenza al 33esimo Torino Film festival. Si tratta tuttavia davvero di una donna fuori dal comune, l'artista a cui è stato conferito il 14esimo Premio Maria Adriana Prolo Alla Carriera 2015 del Tff e a cui l'Associazione Museo Nazionale del Cinema ha dedicato un numero monografico della sua rivista Mondo Niovo 18-24 ft/s. Occhi brillanti e sorriso vitale, la regista, scrittrice e pittrice classe 1928 è tra i fondatori del movimento cinematografico inglese Free cinema, che metteva al primo posto tra i suoi valori la libertà, l'importanza dell'individuo e il significato della quotidianità. Per Mazzetti il Free cinema è più realizzabile ora di quanto fosse in passato: l'importante "è avere qualcosa da dire", ha detto Mazzetti a LaPresse, ricollegandosi all'opinione espressa da Gabriele Muccino contro Pier Paolo Pasolini, suo amico, prendendo le pari di quest'ultimo. "Ha ragione Pasolini ad aver fatto quello che voleva. Non lo ha fatto professionalmente? Non ha importanza, ha importanza quello che si dice".

Il Free cinema "è una spinta ad essere liberi e dire quello che vogliono anche se non hanno soldi oggi, anche con meno soldi di quanti ce ne volevano per me all'epoca - ha aggiunto Mazzetti - Per noi ci voleva l'attrezzatura, la macchina da presa, la pellicola, il film da montare era molto più complicato. Adesso in cinque minuti si può fare un film. Ora c'è il pericolo che se ne facciano troppi, come i libri. Pubblicano tanti libri e a un certo punto è negativo, come è negativo che non ci sia una critica che funzioni".

Nipote di Albert Einstein, ha vissuto da bambina il trauma dell'uccisione della famiglia da parte dei nazisti, esperienza raccontata nel suo libro 'Il cielo cade'. Andata a vivere a Londra nel dopoguerra per studiare cinema, con pochi soldi e tanto coraggio ed entusiasmo, nel 1953 ha firmato la regia del suo primo film 'K', grazie al successo del quale ha realizzato, nel 1956, il suo secondo film 'Together' poi diventato il manifesto del futuro Free Cinema, scritto e firmato da Lindsay Anderson, Tony Richardson, Karel Reisz e dalla stessa Mazzetti. Tornata in Italia, con 'Il cielo cade' ha vinto il Premio Viareggio nel 1962. Nella sua vita romana tra gli intellettuali frequentati spicca l'amicizia e collaborazione con Pier Paolo Pasolini con il quale ha tenuto una rubrica sul settimanale 'Vie Nuove'. ha diretto a Roma il Puppet Theatre e si è dedicato anche alla pittura. Nel 2004 ha pubblicato con Sellerio il racconto dei suoi anni nella capitale inglese nel libro 'Diario Londinese'.

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