Libri, esce 'Nerocavo': il ritorno di Stefano Donno alla poesia

Bari, 7 dic. (LaPresse) - Torna alla poesia Stefano Donno dopo cinque anni volontari di distanza dal verso, "di passeggiate silenziose nel purgatorio della scienza, della mistica, dell'esoterico" dice. Il suo nuovo libro 'Nerocavo' (80 pagine, 12 euro) in uscita lunedì 8 dicembre per la casa editrice salentina Lupo è una raccolta di poesie densa, consapevole, matura, nera eppure ricca di sfumature, impreziosita dalle opere dell'artista Paola Scialpi, dalla prefazione di Alessandra Peluso e dalla post-fazione di Vittoria Coppola. Parla dei limiti e delle difficoltà che ogni giorno una persona qualunque può incontrare: limiti nell'incontro con il prossimo dove la diffidenza verso l'altro alimenta l'indifferenza, difficoltà ad ascoltare l'altro a prendersene cura. Incontrare 'Nerocavo' è una possibilità, un tentativo di indicare una via d'uscita rispetto alla meschinità quotidiana, una mappa per ritornare ad ascoltare in ogni senso la vita. "Come uscirsene dall'inferno dell'oggi - spiega Donno a LaPresse - e sperare nell'incontro con chi ci sta accanto non solo attorno a noi, ma anche da chi proviene da altre geografie e culture?".

Donno, veterano di versi, con 11 pubblicazioni alle spalle che spaziano dalla filosofia all'eros, dalla letteratura alla saggistica, e poesie pubblicate sulle più importanti antologie poetiche e riviste italiane, ha saputo attendere una nuova ispirazione e l'ha trovata "nell'esigenza - spiega - di scovare l'essenziale negli interstizi del vivere quotidiano che sembra nella nostra contemporaneità sbriciolarsi, disintegrarsi non tanto nel vano e nel superficiale, quanto nell'ovvio, o meglio nel vuoto. Un dejà vu che si autocannibalizza all'infinito - prosegue Donno - e che riscontro nei teatrini di una politica nella maggior parte dei casi vana, vuota, vanesia, avara di qualsiasi slancio e attenzione verso l'altro, verso il prossimo, verso le esigenze di una società che stenta a stare in piedi con le sue forze, nella nostra cultura con l'acqua alla gola, in parecchie cose che non vanno, ma che andrebbero rimodulate seguendo criteri di autenticità, onestà intellettuale, meritocrazia".

Ma allora perché scrivere oggi di poesia? "Perché - afferma il poeta - prima o poi ritornerà un momento in cui i versi recupereranno una dignità e una forza emancipativa tali da fornirci quella spinta idonea a coltivare e promuovere quei valori certo alti, puri, di giustizia e libertà, che hanno reso tali le democrazie nel mondo. La poesia è un tassello piccolissimo rispetto a tutto il lavoro che c'è da fare, ma è un tassello fondamentale perché nel suo essere musica e ritmo, costruisce l'armonia di essere nel mondo e per il mondo". E la poesia di 'Nerocavo'? "E' diversa rispetto a tutte le mie altre produzioni - confessa l'autore - è un'alchimia di ritmo senza pausa, sofferente, frutto di un vero e proprio passaggio alchemico dalla nigredo dell'interiorità, alla rubedo dell'eros, all'oro del risveglio".

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