Kyle Eastwood, jazzman 'explorer': "Con papà Clint scoprivo la mia musica"
Kyle Eastwood, jazzman 'explorer': "Con papà Clint scoprivo la mia musica"

L'omaggio alla musica e al cinema insieme, riprendendo la colonna sonora della omonima pellicola di suo padre del 2008 sul palco del Torino Jazz festival

"La libertà di un esploratore musicale è il senso del jazz". Parola di Kyle Eastwood, jazzman che passa con disinvoltura dal contrabbasso al basso elettrico, facendo onore a quel genere che è una delle grandi passioni del suo illustre padre, l'attore e regista Clint. Dopo il concerto 'Gran Torino' in cui, accompagnato dal sassofonista Stefano Di Battista, omaggia sul palco del Torino Jazz festival la musica e il cinema insieme, riprendendo la colonna sonora della omonima pellicola di suo padre del 2008, Kyle, intervistato da LaPresse, si lascia andare ai ricordi. E racconta cosa vuol dire per un ragazzino con il talento musicale avere un padre come il suo, 'colpevole' di avergli fatto ascoltare i dischi di Miles Davis. Figlio maggiore di Clint, Kyle ha sempre condiviso col celebre genitore l'amore per la musica afroamericana. E ha iniziato a incidere alla fine degli anni Novanta, mentre realizzava le colonne sonore dei film del padre, tra cui 'Mystic river', 'Million dollar baby' e 'Invictus'.

Quale è stata la sua esperienza di formazione musicale più importante? Quando sono stato al Monterey Jazz Festival. Erano gli anni Ottanta. Sono cresciuto come musicista in quell'atmosfera ed è proprio lì che credo di aver capito che avrei fatto il musicista.

Lei si sente un libero esploratore del jazz, in viaggio anche verso altri generi musicali? Certo! Subisco un sacco di influenze, jazz, blues, funk. Ma in realtà sono sensibile a ogni tipo di musica. E certamente considero la libertà il senso del jazz: gira tutto attorno alla libertà di esprimere te stesso, di suonare quello che sei veramente. Questa è la cosa più importante del jazz.

In che modo le persone che hanno sempre amato altri tipi di musica possono innamorarsi del jazz? Attraverso i dischi che ascoltano. Ciò che si ascolta è molto importante. Per far scattare l'amore musicale devono essere dischi rappresentativi del jazz. Faccio qualche esempio: 'Time Out' del Dave Brubeck quartet è un disco fantastico. E 'Kind of Blue' di Miles Davis lo è altrettanto. In realtà ci sono un sacco di tipi di jazz diversi, alcuni sono più accessibili e attrattivi per alcune persone. Ognuno deve poter esplorare questa musica a modo suo.

Che ruolo ha avuto suo padre nell'amore per il jazz, sfociato poi in una carriera artistica? E' stato proprio lui a portarmi al mio primo vero concerto, al Monterey Jazz Festival. Ed è stata la prima volta in cui rammento di aver ascoltato jazz. Avrò avuto dieci o undici anni e mi ricordo che ho pensato che volevo imparare a suonare la batteria. Ed è in quel momento che ho deciso di voler diventare un musicista.

Quale era la 'colonna sonora' della famiglia Eastwood nella vita quotidiana? Noi ascoltavamo ogni tipo di musica, sono cresciuto con il rock, il pop e non solo. E ancora adesso ascolto generi diversi, non solo il jazz, ma musica da film per esempio. È bello ascoltare tutto, indipendentemente dallo stile e dal genere.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata