Kate Middleton mostra il pancino, scrittrice la attacca: Un manichino

Londra (Regno Unito), 20 feb. (LaPresse/AP) - Mentre la Cambridge Kate Middleton si è recata ieri in visita in un centro di recupero per tossicodipendenti, in una delle sue prime apparizioni pubbliche con il pancino da futura mamma. E mentre i paparazzi impazzivano fotografando le sue rotondità fasciate in Max Mara, la sua immagine perfetta è stata oggetto di una critica durissima da parte della scrittrice Hilary Mantel. La perfezione di Kate Middleton sembra "progettata da un comitato e costruita da artigiani, con un perfetto sorriso di plastica", ha sceritto la Mantel. Considerata una delle più celebri autrici inglesi e vincitrice di due Booker Price, la Mantel ha analizzato l'aspetto pubblico della duchessa di Cambridge in un articolo pubblicato sul London Review of Books (http://www.lrb.co.uk/v35/n04/hilary-mantel/royal-bodies) definendola "un manichino da vetrina privo di personalità" il cui unico scopo è generare la prole reale, "scelta perché era ineccepibile: dolorosamente magra come chiunque desidererebbe, senza capricci, senza stranezze, senza il rischio della comparsa di carattere". L'Inghilterra è insorta contro la scrittrice, ma la Mantel ha le sue ragioni nell'analisi che compie.

La scrittrice nel suo articolo 'Royal Bodies' ('Corpi reali') fa un confronto tra principessa Diana e la Middleton, che "appare di una precisione su misura, fatta a macchina, così diversa da Diana la cui umana goffaggine e l'incontinenza emotiva si mostrava in ogni gesto. Diana era capace di trasformarsi da studentessa maldestra a regina dei ghiacci, da spettro ad amazzone. Kate sembra capace di passare da sposa perfetta a madre perfetta, senza deviazioni disordinate". E mentre la Bbc dedicava un dibattito sulla questione se una donna in gravidanza possa mettersi o meno i tacchi, la Mantel fa notare come sia "triste pensare che persone intelligenti possano dedicarsi con aggrottamenti di fronte a questo argomento, ma è a questo a cui porta il discorso sui reali: una compulsione a commentare, un discorso privo di contenuti, chiacchiere piuttosto che contenuti. E allo stesso modo si è costretti a guardarli: chiedendosi di cosa sono fatti, se la loro sostanza sia la stessa della nostra".

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