Juliette Binoche: Se voglio un altro ciak i registi me lo concedono

Milano, 5 giu. (LaPresse) - "Non penso al tempo che passa. Lavoro. Non cerco scuse per me stessa. Mi preparo mentre i miei figli sono a scuola e quando viaggio li porto il più possibile con me. Cerco sempre di dare il massimo e se sul set non sono convinta di una scena, chiedo un altro ciak. E adesso che lavoro da trent'anni, me lo concedono". A 50 anni, Juliette Binoche vive uno dei suoi momenti migliori.

E' bellissima, seducente, lavora più di quando era ventenne: in film hollywoodiani come 'Godzilla', a teatro (dal prossimo inverno al Barbican di Londra) in 'Antigone', in film d'autore come 'Clouds of Sils Maria' di Olivier Assayas, in concorso all'ultimo Festival di Cannes, per il quale secondo molti avrebbe dovuto essere premiata. Un ruolo che sembra tagliato su misura per lei: un'attrice di mezza età affascinante e di successo che gira il remake del film con cui è diventata famosa.

Ma Binoche, nell'intervista a 'Io donna', in edicola sabato 7 giugno, e su iodonna.it, smentisce eventuali correlazioni con se stessa: "Anzi, mi sono divertita a interpretare un'attrice che non mi assomiglia per niente, umorale, sgarbata, arrabbiata con il mondo", racconta. "E poi io non accetterei mai un ruolo nel remake di un mio film: preferisco reinventarmi, andare verso il nuovo. La ripetizione odora di morte, per me". Una cosa in comune però con il suo personaggio ce l'ha: "Anch'io ho un rapporto speciale con la mia assistete: lavoriamo insieme da 16 anni, siamo come sorelle".

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