Julia Roberts rivela: "Sei una brava attrice se sai dimostrare quanto sei vulnerabile come donna"

A breve nei cinema nel film 'Ben in back', la star si racconta su 'F': "Ho rughe e occhiaie, ma le offerte di lavoro non mancano"

Julia Roberts è la protagonista della cover di 'F' - il settimanale femminile di Cairo Editore diretto da Marisa Deimichei - in edicola domani con un’intervista esclusiva alla pluripremiata attrice che tornerà a breve al cinema con 'Ben is back' nel ruolo di Holly, madre di un giovane che si sta disintossicando dalla droga. Un ruolo impegnativo che la porta a parlare della maternità: "Sono una mamma vulnerabile come tutte le altre. I miei tre figli mi hanno resa più fragile ma sono convinta che sia questo a dare forza ai personaggi che interpreto sul set". L’attrice dal sorriso più celebre di Hollywood aggiunge: "Ora che sono grandi posso di nuovo permettermi di lavorare a tempo pieno. Devo dire che mi ha stupito vedere quanti ruoli posso ancora interpretare. Ho rughe e occhiaie, ma le offerte di lavoro non mancano".

Quali sono i punti di forza e debolezza nel rapporto con i suoi figli? "Cambiano sempre: quello che oggi mi fa sentire forte, domani diventa una debolezza. I figli ti rendono vulnerabile. Anche nel film Ben in Back lo si vede. Il messaggio che ci sta dietro è davvero importante: non spetta a noi giudicare, specie le persone che vivono in una situazione difficile. Fortunatamente per me, la mia situazione familiare è decisamente più facile e felice di quella di Holly".

Nel film si parla di droga. Lei che idea si è fatta sulle dipendenze? "Non c’è nessuno che non sia stato toccato da questo problema. Se la dipendenza non riguarda un parente, tocca un vicino, un amico, il figlio di qualcuno che conosci. Tutti stiamo facendo esperienza di questa terribile crisi che sta colpendo il nostro Paese in particolare, ma anche il resto del mondo. Il regista Peter Hedges racconta 24 ore in una famiglia con un figlio che si sta disintossicando dalla droga. Non è solo statistica, il problema ci tocca nel profondo".

Lei ha paura di queste cose quando pensa ai suoi figli? "In verità no. Se ascoltiamo tutte le nostre paure rischiamo di rinchiudere i figli in casa e diventare tutti pazzi. Io mi concentro sugli aspetti positivi, sono ottimista e spero che la mia famiglia sia contagiata dal mio ottimismo e rimanga sempre unita".

Fuori dal set appare come una donna forte, al cinema invece si dimostra come fragile e vulnerabile. Come ci riesce? "La vulnerabilità è parte integrante della nostra forza, e credo che un attore che riesca mostrare le proprie debolezze, quelle vere, dico, non quelle dell’artificio, sia un artista davvero speciale. Recitare non è solo memorizzare le battute e muoversi dentro le coordinate, è anche sapere soffrire per davvero, diventare empatici. Ruoli come questi mi fanno avvicinare all’umanità".

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