Jack Savoretti: "Con 'Singing to strangers' canto il romanticismo"

Tanta Italia nel nuovo album del cantautore: il lavoro è stato registrato a Roma al Forum Music Village, lo studio di Ennio Morricone, e la Capitale ha influenzato il mood del disco

C'è più Italia che mai nel nuovo disco di Jack Savoretti, 'Singing to strangers', in uscita venerdì 15 marzo per Bmg. Il cantautore di padre genovese e madre tedesco-polacca ma nato e cresciuto a Londra ci tiene a rimarcarlo nella presentazione del nuovo lavoro, durante la quale esegue anche tre nuovi brani, 'Candlelight', 'What More Can I Do?' e la title-track. Il lavoro è stato registrato a Roma al Forum Music Village, lo studio di Ennio Morricone, e la Capitale ha influenzato il mood del disco. "A Roma c'è un caos elegante", dice in un italiano pressoché perfetto il 35enne songwriter, che non nasconde le influenze della musica di casa nostra, da Mina a Battisti, passando per Patty Pravo e Luigi Tenco. "Volevo mettere insieme la musica da crooner e il rock, come succedeva con quegli artisti. Ma altre grandi fonti di ispirazione sono Serge Gainsbourg e Marvin Gaye", spiega Jack descrivendo l'atmosfera di 'Singing to strangers', in cui la sua voce soul si appoggia su ampie composizioni orchestrali. E - conferma lui - il mood è molto cinematografico. "Questo disco è la colonna sonora di un film che non esiste, interpretato da qualcuno che canta agli sconosciuti", dice Savoretti con riferimento al titolo, nato ascoltando una conversazione di sua figlia piccola con un'amichetta, a cui spiegava che di mestiere suo papà "va in giro a cantare per degli sconosciuti".

Il cantautore confessa di aver riscoperto la sua italianità trasferendosi da Londra alla campagna inglese, dove la gente del posto lo tratta come uno straniero. "Dopo tanti anni in giro ho trovato casa, con mia moglie, i miei due figli e miei tre cani. Ma ho trovato la vera libertà stando fermo, con l'amore. E volevo celebrarlo con romanticismo, anche se come tutti ho sempre i miei demoni", dice Jack indicando il senso profondo del nuovo album, in cui si è permesso il lusso di cantare una canzone con un testo scritto da Bob Dylan. Una circostanza nata da una mancata collaborazione con il country singer Steve Earle, il cui manager ha concesso in cambio a Jack una lirica del grande Zimmy, 'Touchy Situation'. "Continuavo a provarla con la chitarra acustica ed era solo una pessima cover di Dylan. Poi mia moglie mi ha suggerito di provarla al piano e lì ho trovato la chiave giusta. Solo a pochi giorni dalla consegna del disco è arrivato l'ok di Bob attraverso il suo manager", racconta lui, che poi dà appuntamento sul palco per i concerti del 16 aprile a Padova, del 17 a Milano e del 18 a Roma, con ospite la cantante italo-nigeriana Afra Kane, che Jack assicura essere un vero talento da scoprire.
 

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