Izi 'Pizzicato' dalle apparenze: Mi sento quasi un prescelto
All'anagrafe è Diego Germini, rapper dal trascorso difficile, portato alla ribalta dal film 'Zeta' di Cosimo Alemà

 All'anagrafe è Diego Germini, per il pubblico semplicemente Izi: rapper dal trascorso difficile, portato alla ribalta dal film 'Zeta' di Cosimo Alemà. Dopo un anno complicato e di crescita, adesso è pronto a lanciare il suo nuovo album, in uscita domani: 'Pizzicato'. Perchè questo titolo? "E' un disco personale e intimo, parlo di tutte le gabbie in cui siamo finiti. Pizzicato ha molteplici valenze. È sinonimo di infastidito, rispetto ad una società priva di valori e ideali. Interessa di più apparire che conoscere se stessi. Siamo pizzicati dai demoni, dagli schemi mentali, dagli atteggiamenti che ognuno di noi ha. Il secondo significato, senza peccare di immodestia, è che mi sento un po' 'pizzicato' dall'alto, come se fossi uno dei prescelti per parlare alla gente in modo che le mie esperienze aiutino gli altri".


E di esperienze Izi ne ha tante per avere solo 22 anni. Dopo un'infanzia delicata e turbolenta nella piccola Cogoleto, alle porte di Genova, a 17 anni scappa di casa alla ricerca di sè. Un percorso a ostacoli, reso ancora più complicato dalla malattia che lo affligge: il diabete cronico lo ha spinto a rischiare il coma cinque volte nell'ultimo anno e mezzo. Anche per questo, Izi definisce 'Pizzicato' un disco "cupo": "Scrivo di getto. Nell'ultimo anno sono passato attraverso tante situazioni, non potevo trattarle con leggerezza. E' un album da cameretta: da ascoltare in cuffia, con le luci soffuse".


L'obiettivo principale di Izi è parlare ai giovani e "dare loro la sveglia". Lo fa in tutti i suoi pezzi, compreso uno dei più attesi: quello con il featuring di Fabri Fibra, 'Dopo esco'. "E' un brano particolare - racconta - che dà molti spunti di riflessione. Al primo ascolto può sembrare che l'argomento sia la marijuana, ma non è così. Con le mie barre intendo rivolgermi a Dio e chiedergli di fare capire ai ragazzini quale è la verità. Anche io una volta non capivo la differenza fra uso e abuso di questa sostanza, i giovani hanno bisogno di qualcuno che gli dica non sono degli stronzi se fumano ma che devono stare attenti".


A contribuire alla maturazione di Izi, c'è stata sicuramente l'esperienza cinematografica: "Recitare è stato interessante. Prima ero un'altra persona, un guscio chiuso, non provavo niente. All'inizio ho reagito negativamente, ho avuto attacchi di panico. Ma poi ne sono uscito e ho unito tutte le mie sfaccettature". Il film, però, lo ha in parte distolto dal suo lavoro principale. A questo nuovo disco, invece, ha avuto più tempo di lavorare e la sua maggiore concentrazione si sente. "Secondo me ora sono più libero - ammette - perché l'anno scorso ero focalizzato sul film mentre ora non c'è tutto il resto intorno".


Dopo l'uscita del disco, qualche settimana di instore in preparazione del tour estivo. E di una cosa Izi è certo. Il rapper che ama Gaber, De Andrè e la grande tradizione cantautorale, vuole portare con sé sul palco una band. "E' vero che faccio il rapper. Però la musica è musica. E se mi va di fare la mazurca, la faccio"

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