Il leader dei Radiohead: Futuro incerto per il mio gruppo

Roma, 13 mag. (LaPresse) - Il futuro con i Radiohead? "Vivo al momento, non voglio pensare a cosa accadrà, ogni strada è aperta". Il pop: "oggi è diventata una parolaccia". E a chi gli ricorda che molte radio non trasmettono i suoi dischi risponde: "lo prendo come un complimento". Thom Yorke, leader dei Radiohed, si racconta ai microfoni di Radio2 Rai, in una delle sue rare interviste, che andrà in onda, domani alle 21, nel programma 'Moby Dick', condotto da Silvia Boschero. Il frontman della band più rivoluzionaria degli ultimi 20 anni parla di tutto, della sua passione per l'elettronica alla vita rurale.

Dai Radiohead agli Atoms for Peace, la nuova incarnazione assieme (tra gli altri) al virtuoso Flea dei Red Hot Chili Peppers: "non chiamateci super band, siamo un gruppo di persone che si sono ritrovate una sera a suonare per divertirsi e che ci hanno preso gusto". "E' dal 1993 che non facciamo una canzone pop", dice Yorke. Il pop non gli piace, Beatles esclusi, "troppo belli per essere chiamati pop". La verità è che oggi "pop è diventata una parolaccia. Se tu parli di musica pop nella cultura popolare credo che meriti un certo rispetto e ogni generazione ne produce anche la versione di quart'ordine - continua Yorke a Radio2 Rai - ma oggi il divario è diventato ancora più grande. Se guardi quella che in America chiamano Top Forty, sembra incredibile che ci sia chi ascolta quella roba".

Il ruolo sociale dell'artista? Yorke confessa di avvertirlo profondamente: "di recente abbiamo avuto i funerali di stato per Margaret Thatcher che hanno fatto arrabbiare molti, me compreso - confida a Silvia Boschero -. In questi casi ho davvero voglia di dire la mia, ma penso anche che sia inutile. In questo periodo di crisi, immagino sia molto dura anche in Italia, che puoi dire? Vorresti, ma non sai da dove cominciare. Noi siamo stati governati da un branco di imbecilli". Poi racconta della sua passione per l'elettronica: "nei brani degli Atoms for Peace senti l'armonia nel ritmo, qualcosa che da anni cerchiamo anche con i Radiohead. Spazio anche per i ricordi e per la sua adolescenza da deejay: "erano i tempi dell'università, poco prima che esplodessero i Nirvana ma io mettevo solo dischi elettronici, ma tanto sapevo che la gente sarebbe venuta solo a chiedermi i dischi dei Pogues o cose simili, e alla fine della serata cedevo: ok suoniamo la vostra musica di merda!". Oggi Thom Yorke dice di aver riscoperto la natura in stretta simbiosi con l'amore per l'arte: "vorrei vivere una vita più semplice - conclude il leader dei Radiohead a Radio2 - ho bisogno del contatto con la natura, con i grandi paesaggi, almeno per un paio di mesi l'anno, altrimenti mi deprimo. Adoro dipingere in solitudine, mi piace Kandisky, ma sono negato. Non mi piace la vita in città, credo sia necessaria ma non mi piace".

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