Torna il pop di classe degli Hooverphonic con "Looking for stars"

Alex Callier racconta il nuovo disco della band belga, uscito il 16 novembre

"Una bella melodia, un bel testo e una bella voce. Ma ci deve essere sempre una nota fuori posto che rende il brano interessante e speciale". È una lezione sulla canzone pop di qualità quella tenuta a Milano da Alex Callier, leader degli Hooverphonic, per raccontare il nuovo disco della band belga Hooverphonic, Looking for stars, uscito il 16 novembre e trainato da un singolo già di successo come Romantic, candidato a seguire le orme della hit storica del gruppo Mad about you.

"In realtà non so neanche se siamo pop, se penso a Taylor Swift no, ma se penso ai Beach Boys o ai tardi Beatles, loro avevano quella cosa lì, quella nota che sembra sbagliata ma che fa la magia", riflette il polistrumentista e fondatore degli Hooverphonic. Che grazie al suo ruolo di giudice dell'edizione fiamminga di The Voice, ha trovato la nuova cantante, l'ennesima, per il suo gruppo. È la giovanissima Luka Cruysberghs, 17 anni, vincitrice dell'edizione 2017 dello show. Un po' intimidita dallo show business e spontanea, la teenager però ha le idee chiare nelle poche parole che pronuncia. "Canto le canzoni di Alex paragonandole alle mie esperienze e le faccio mie", dice la ragazza, che si è quasi imposta con la sua bravura nel ruolo di vocalist del gruppo. "Avevo scritto delle canzoni per lei dopo The Voice - racconta Callier - ma Luka ha detto che voleva cantare 'Romantic'. 'Hey, quella è per gli Hooverphoonic', le ho risposto io. 'Allora sarò la cantante della tua band', ha replicato lei. E dopo solo due prove mi ha convinto". E la voce di Luka si stende perfettamente sulle composizioni di Alex, che in questo disco - come spiega lui - ha voluto tornare al trip-hop anni '90, quell'ondata ipnotica di nomi come Massive Attack e Portishead nella quale all'epoca si inserirono anche gli Hooverphonic, sebbene sempre con un tocco più solare rispetto al mood cupo dei gruppi britannici.

"Ho voluto meno archi e più elettronica ma in ogni caso l'idea era di fare un disco eterogeneo, di tutti potenziali singoli: l'ideale nell'epoca di Spotify", spiega il musicista fiammingo. E Looking for stars vive anche delle altre influenze del gruppo: le colonne sonore alla 007 di John Barry e quelle di Ennio Morricone, grande passione di Callier, che si confessa soprattutto innamorato dell'Italia. Senza però dimenticare il suo piccolo paese, il Belgio, capace di sfornare talenti musicali di livello internazionale come Stromae, Selah Sue e Deus. O, ancora prima, Jacques Brel: "Siamo gente un po' surreale, come Magritte. Non siamo sciovinisti e siamo aperti a tutte le culture, siamo sempre quelli che sembrano i perdenti ma questo ci permette di osservare e rubare agli altri e di fare poi qualcosa di creativo e unico".

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