Giletti riparte con 'Non è l'Arena': "La Rai spieghi perché mi ha mandato via"
"Le persone non si possono comprare". E sul confronto con Fazio dice: "Guerra impossibile, ma faremo guerriglia"

Da 'L'Arena' a 'Non è l'Arena', dalla Rai a La7. Massimo Giletti, dopo il burrascoso addio a Viale Mazzini, torna in onda domenica 12 novembre alle 20.30 con una serie di inchieste 'live' con testimonianze, documenti e servizi filmati di approfondimento. Si partirà dal caso Tulliani con ospite Valter Lavitola. Nella prima serata della domenica il conduttore dovrà scontrarsi contro una delle punte di diamante della Rai come Fabio Fazio. Un confronto che Giletti rispedisce però al mittente. "Lui ha cinque volte più del mio budget è come parlare di una portaerei contro una scialuppa. Ognuno fa la sua strada", spiega. "Ai miei ho detto che ora facciamo la guerriglia perché non abbiamo un esercito. Qui devo accendere una tv che la domenica sera è 'spenta'. Se riusciamo a fare il 4% siamo degli eroi. Quella della domenica è stata una scelta un po' matta", dice ancora. Sulla scelta del titolo invece Giletti parla di un omaggio a Gianni Boncompagni ed al suo 'Non è la Rai'. "Una volta mi disse: quando sei in difficoltà prova ad essere ironico e questo è un po' un modo di ricordarlo - racconta - Io non sono più lo stesso, quello che è successo mi ha cambiato".

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