George Clooney: Se mia vita fosse come gente immagina,sarebbe magnifica

Milano, 28 feb. (LaPresse) - "Se uno vivesse veramente la vita che la gente gli attribuisce, sarebbe fantastico". Così George Clooney, che in esclusiva a 'Io donna', in edicola sabato 2 marzo, parla di sé e dei suoi prossimi lavori. Fresco dell'Oscar come produttore di 'Argo', è impegnato alla direzione del suo quinto film, 'Monuments men. Eroi alleati, ladri nazisti e la più grande caccia al tesoro della storia'. "Una storia affascinante", dice Clooney "si è trattato di un furto incredibile e pianificato. Hitler pensava: 'Voglio costruire il più grande museo del mondo, poi vado a rubarmi tutta l'arte e lo riempio'. Almeno, questo era il progetto. È una lezione da imparare pensando - aggiunge George - a quello che non abbiamo fatto in Iraq: questo non è un film politico, ma la testimonianza che abbiamo permesso il saccheggio dei musei e della storia. È molto difficile essere privati del proprio passato. Ti fa male all'anima. L'arte - spiega - lo rappresenta direttamente".

Un film che richiama altre pellicole del passato. "Vorrei che avesse il sapore di 'La grande fuga' e di 'Quell'ultimo ponte' e di quel tipo di film che mi piaceva tanto quand'ero bambino, negli anni Sessanta e Settanta. L'atmosfera è quella, forse con un tocco di humour in più". È strano, ha fama di playboy, eppure ha impersonato più falliti e spostati che "parti da attore principale", dice Clooney. "Il fatto è che trovo questi personaggi più interessanti e, onestamente, ho 51 anni: bisogna cercarsi una nicchia che ti stia comoda. Invecchiare sullo schermo non è roba per gente delicata. Mi sono adattato, perché due sono le cose: invecchiare o schiattare".

Sugli errori del passato il divo George, di cui su 'Iodonna.it' si trovano approfondimenti fotografici, confessa: "Impari dai tuoi sbagli e dagli sbagli degli altri. La verità è che non ricevi lezioni di vita dai successi, ma dalle sconfitte. Il fallimento, per quanto doloroso, è stato molto utile per la mia carriera. Dopo 'Batman & Robin', il film che tutti usano come esempio del disastro, mi sono ripromesso: 'Mi concentrerò sulle sceneggiature' e ho imparato qualcosa. Certo, i fallimenti sono utili, ma non sono divertenti. Sarebbe bello segnare un goal tutte le volte che ti passano la palla".

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