Francesco Renga: "'L'altra metà' della mia vita pensando ai miei figli"
©  Toni Thorimbert
Francesco Renga: "'L'altra metà' della mia vita pensando ai miei figli"

Iil cantautore bresciano, superata la boa dei 50 anni, torna con un nuovo album ricco di collaborazioni con tanti giovani autori

I cinquant'anni sono un giro di boa nella vita di chiunque, e non fa eccezione Francesco Renga che, superato il traguardo il 12 giugno scorso, si trova a raccontare 'L'altra metà' della sua vita nel nuovo album, tanto da intitolarlo proprio così. Un nuovo capitolo, nella vita e nella musica. Perché il cantautore bresciano racconta di essersi accorto, soprattutto negli ultimi anni, "che è nata una rivoluzione della musica nel Paese. Ci sono sentori di un cambiamento velocissimo. Per uno come me che usa le canzoni per raccontarsi e rimanere connesso con il mondo e non rimanere un disadattato inadeguato all'esistenza, era necessario trovare un linguaggio che mi tenesse in contatto con la gente".

Da qui l'esigenza di collaborare con tanti giovani autori: Danti, Colapesce, Gazzelle e Ultimo, fra gli altri. "Ho lavorato con loro per trovare un nuovo modo di scrivere che però fosse rispettoso della mia storia, di 35 anni di lavoro. In qualche modo volevo riuscire a rimanere connesso alla generazione dei miei figli". E infatti, le preferenze della sua primogenita Jolanda vanno proprio al cantautore romano Ultimo: "Gli ho chiesto una canzone perché mia figlia è fan. Me ne ha mandata una bellissima, ma ovviamente non sarei stato credibile alla mia età cantandola così come era. Quindi l'ho adattata a me". Lo stesso è successo con tanti altri brani, con varie modalità di collaborazione. Ma i primi giudici sono sempre stati i due figli, Jolanda di 15 anni e e Leonardo di 12: "Le loro orecchie mi sono servite anche per fare delle scelte. Se mi dicevano 'papà, che cagata', allora andava abbandonato subito il progetto. Ma credo che il disco gli piaccia e forse, per la prima volta, lo ascolteranno. Avrò l'onore di sentirlo nelle loro cuffie".

Un album simile a una tavolozza ricca di colori che, prima di tutto, ha permesso a Renga di divertirsi, di giocare. Usando anche parole e frasi che, fino a qualche tempo fa, non avrebbe nemmeno immaginato. E lo stesso accade con un nuovo uso della voce, un modo di cantare che Francesco definisce "più moderno". Suoni attuali, ma luoghi antichi per presentarli. Dal vivo, infatti, Francesco tornerà il 27 maggio per la prima volta all'Arena di Verona e il 13 giugno al Teatro di Taormina. Poi, un tour autunnale da ottobre in poi nei teatri. E in quei luoghi così magici, il cantautore porterà tutto il disco nuovo e i suoi più grandi successi. Perché questo gli ha insegnato l'esperienza con il trio insieme a Nek e Max Pezzali: "Ho imparato che un concerto deve essere un momento di condivisione. È inutile cercare qualcosa che ha un significato per te ma che poi la gente si chiede perché l'hai scelta. Per ora la scaletta che abbiamo stilato prevede 35-38 canzoni. Cercheremo di arrivare vivi alla fine". Di certo, per il pubblico, ci sarà da cantare.

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