Franceschini: Riorganizzazione Mibact rivoluzione beni culturali

Roma, 16 lug. (LaPresse) - Questa mattina il ministro Franceschini ha presentato la riorganizzazione del ministero dei Beni culturali, che "rivoluziona il modello organizzativo dei beni culturali italiani", secondo quanto afferma una nota del Mibact, rendendo "più snella, efficiente e meno costosa" l'amministrazione. Gli strumenti, afferma il Mibact, sono "l'ammodernamento della struttura centrale e la semplificazione di quella periferica, l'integrazione definitiva tra cultura e turismo, la valorizzazione dei musei italiani (20 musei di interesse nazionale dotati di piena autonomia gestionale e finanziaria con direttori altamente specializzati e selezionati con procedure pubbliche), il rilancio delle politiche di innovazione e formazione, la valorizzazione delle arti contemporanee, la revisione delle linee di comando tra centro e periferia (semplificazione delle procedure per ridurre i contenziosi) e il taglio delle figure dirigenziali (37 dirigenti in meno)".

“Non si tratta di piccoli cambiamenti - ha detto il ministro Franceschini -, gli italiani si aspettano da questo Governo riforme importanti e la riorganizzazione del Mibact è una grande rivoluzione che ci consentirà di investire sull'incredibile patrimonio culturale che possediamo”. Le Direzioni regionali sono trasformate in Segretariati regionali del Mibact, con il compito di coordinare tutti gli uffici periferici del ministero operanti nella Regione, mentre le Soprintendenze per i beni storico-artistici sono accorpate con quelle per i beni architettonici. E' stata inoltre prevista una nuova Direzione generale musei a cui affidare il compito di attuare politiche e strategie di fruizione a livello nazionale, favorire la costituzione di poli museali anche con Regioni ed enti locali, svolgere compiti di valorizzazione degli istituti e dei luoghi della cultura, dettare le linee guida per le tariffe, gli ingressi e i servizi museali.

Si è deciso poi di conferire a 20 musei la qualifica di ufficio dirigenziale, riconoscendo così il massimo status amministrativo ai musei di rilevante interesse nazionale, i cui direttori potranno essere scelti tramite selezione pubblica tra interni o esterni all'amministrazione, anche stranieri. Si tratta di: Colosseo e area archeologica di Roma, Pompei, Ercolano e Stabia, Galleria degli Uffizi, Pinacoteca di Brera, Reggia di Caserta, Gallerie dell'Accademia di Venezia, Museo di Capodimonte, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Galleria Borghese, Museo Nazionale Romano, Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Galleria dell'Accademia di Firenze, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Museo nazionale d'arte antica di Roma, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Galleria Estense di Modena, Galleria Sabauda di Torino, Palazzo Reale di Genova, Museo Nazionale del Bargello, Paestum.

Un'altra misura prevista è creare in ogni Regione i poli museali regionali, articolazioni periferiche della Direzione generale musei, incaricati di promuovere gli accordi di valorizzazione previsti dal Codice e di favorire la creazione di un sistema museale tra musei statali e non statali, sia pubblici, sia privati. Per riconoscere piena dignità all'arte e all'architettura contemporanea e alla riqualificazione delle periferie urbane è stata inoltra prevista un'apposita direzione generale. La direzione generale 'Arte e architettura contemporanee e periferie urbane' si occupa della promozione del contemporaneo promuovendone la qualità e partecipando direttamente all'ideazione di opere pubbliche, anche fornendo indicazioni per la loro progettazione. La direzione promuove anche la riqualificazione ed il recupero delle periferie urbane.

Per colmare la lacuna del ministero nei settori dell'innovazione e della formazione è stato infine deciso di creare un'apposita direzione generale per l'educazione e la ricerca, cui affidare il compito di lavorare con il Miur, il Cnr e altri enti di ricerca, le università e le scuole per assicurare la realizzazione di adeguati percorsi formativi, anche d'intesa con le Regioni. Si è stabilito di rafforzare l'attività di studio, formazione e ricerca delle strutture periferiche del ministero, in particolare delle Soprintendenze, anche mediante convenzioni con le università, le scuole e gli istituti di formazione, di attivare risorse straordinarie per la crescita professionale del personale Mibact e il rafforzamento organizzativo delle strutture e di potenziare la digitalizzazione, la raccolta delle informazioni e, soprattutto, la pubblicità e la trasparenza dell'azione amministrativa.

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