Francesca Michielin racconta 2640: "È per chi corre con le scarpe slacciate"
Un nuovo album che è un viaggio lungo tredici canzoni, dalla Bolivia al Ghana

"È un disco per le persone come me, che corrono sempre ma dimenticano di allacciarsi le scarpe". Così, con il suo sorriso timido e aperto, Francesca Michielin racconta il suo nuovo album. Si intitola '2640', l'altezza dell'altopiano di Bogotà.

Già da questa scelta si intuisce quanto l'intero disco sia un viaggio "per imparare ad incontrarsi e a riuscire a comunicare ciò che si vuole dire senza bisogno di parole", spiega Francesca. Il lavoro contiene in sé tre anime, come i tre triangoli del logo: "Quello rosso rappresenta il vulcano, l'esplosione e l'importanza di comunicare. Quello azzurro è il mare, la necessità di imparare ad ascoltare. E poi c'è quello verde, la montagna dalla quale provengo: è il legame con le mie origini, ma è anche l'immaginazione. Sono tre anime incastrate fra loro, mi rappresentano".

Comunicare, imparare, ascoltare. Queste le parole chiave. E Francesca, a soli 22 anni, ha le idee chiarissime: "Non so cosa voglio, ma so cosa voglio dire e l'ho fatto in questo disco". Quindi, non lasciatevi ingannare dalla voce cristallina e dal sorriso timido: la Michielin vuole dare un colpo di spugna a quella immagine da brava ragazza per fare capire a tutti quanto sia un 'Vulcano' (come il suo primo singolo) in eruzione. D'altronde, è lei stessa a dirlo: a casa sua "hanno sempre sostanzialmente comandato le donne, quindi passo e chiudo". Di famiglia, però, Francesca ha un concetto allargato. Non si limita ai parenti stretti, ma diventa "molto più largo":

"La intendo come comunità, è quel qualcosa di cui hai bisogno ovunque tu vada". E in effetti, la Michielin va. Il suo nuovo disco spazia in sonorità e testi che parlano di Bolivia e di Ghana. Un viaggio, appunto, lungo tredici canzoni, delle quali undici scritte da lei. A questo, si aggiungono collaborazioni ad arricchire il carnet della giovane cantante veneta e a spostarla verso in mondo indie ed elettronico. A partire da quella di Calcutta, che dopo aver firmato con lei il secondo singolo 'Io non abito al mare', la accompagna anche in 'La serie B'. Poi, sempre con Calcutta, ma con dei campionamenti di Cosmo, c'è 'Tapioca' dove spuntano ritmi afro alla Jovanotti (proprio lui a Francesca ha scritto una mail dicendole di divertirsi, perché "sarà un bel viaggio"). E arriva pure un testo di Tommaso Paradiso.

Insomma, gli ingredienti per una crescita artistica ci sono tutti. E magari il prossimo album sarà proprio quello del grande salto, dell'indipendenza totale. Per ora, in ogni caso, il risultato è buono e, da non sottovalutare, credibile per chi è partita così giovane da 'X Factor' e ha saputo ritagliarsi un suo spazio. Di certo, Francesca quello che farà lo sa già, e lo racconta nella strofa in ghanese di 'Tapioca': "Suonerò ancora più forte". 

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